Every Breathe you Take

Hotel de Paris, piazza del Casinò, Monte Carlo.

Tutto ciò può sembrare alquanto altezzoso, e a giudicare dalla gran quantità di tachi a spillo direi che è così. Io non mi considero una ragazza bassa, sono nella media, e sinceramente mi piace che l’uomo, in generale, sia più alto della donna. Non mi piace la chiesa più alta del campanile, ecco. Invece qui la tendenza è decisamente inversa ed io, con le mie ballerine, mi sento un tappo.

Bar Americain, Hotel de Paris, Monaco

Dunque, eccomi nell’american bar dell’hotel, a sorseggiare un delizioso Paradise ascoltando ottimo jazz, osservando (con molta discrezione) la moltidudine di supergnocche che pululano nella sala. Ogni due stangone, alte almeno 190cm di cui 12cm in tacchi, c’è un uomo. E, si sa, un uomo tra due dame fa la figura del salame. Ma qui a quanto pare tutto si fonda sull’apparenza.

Le Bentley, le Porsche, le Ferrari, parcheggiano davanti al Casinò vomitando sulla piazza personaggi in jeans strappati e vestitini audaci ma decisame kitch. La classe non è acqua – in questo caso sono decisamente soldi, spesso mal spesi (come nel caso di una povera signora rifatta, la cui età è aumentata dopo l’interveno anziché diminuire…).

Qui se sgarri ti fulminano, se non ti amalgami alla massa sei spacciato. E, naturalmente, se sei Italiano, questo non aiuta. Mi spiace dover tornare sul tema, ma purtroppo devo dire che anche qui noi del Bel Paese non siamo ben visti – e come aspettarsi il contrario?

Giusto due giorni fa salgo su un autobus pubblico per tornare all’hotel, quando ecco che mio padre mi chiama al cellulare. Io rispondo, naturalmente, ed improvvisamente la signora dietro di me inzia a sbraitare che sono una cafona maleducata, che non mi devo permettere di disturbare la gente su un mezzo pubblico. Penso ‘Starò urlando’, quindi abbasso il tono della voce di una quarantina di decibel. Nulla da fare, riesco ancora a disturbare la povera riccona spaccaballe, che continua ad invermi contro in Francese. Una volta che scesa dal bus, mi lancia persino gesti minatori, ma per fortuna ho il finestrino a proteggermi.

Insomma, ci sono rimasta davvero male. Sfortunatamente di episodi simili ce ne sono stati altri, in altre occasioni, ma tutto ugualmente spiacevoli. Appena capiscono che sei Italiano, cambiano atteggiamento.

E credetemi, non sono una di quelle persone che quando va all’estero non spiccica una parola nella lingua locale, anzi, cerco di spiegarmi il più possibile, e non ho mai avuto una sensazione tanto sgradevole di rigetto verso delle persone come qui.

Spero con questo di non offendere qualche monegasco che per caso incappa in questo blog, ci tengo anzi a precisare che moltissimi Italiani vivono qui (io sono in visita ad una coppia di essi, per esempio) e si trovano molto bene, ma sono anche molto ben integrati in questo strano microcosmo fuori dal mondo, almeno concettualmente parlando.

E poi, non posso odiare del tutto un posto che mi mette a disposizione della buona musica.

Con il jazz passa tutto, si ha nuovamente la sensazione di stare in un luogo comune con gente con una passione comune, e non mi rifersico al gossip e alla bella vita.

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