The Shining

Nell’universo film esiste una categoria protetta chiamata Cult. Ne fanno parte i lavori che, per qualche motivo storico o artistico o chissà che altro, sono considerati dei capolavori simbolo della loro epoca. Arancia Meccanica, Via Col Vento, Ritorno al Futuro, sono solo alcuni degli esempi.

Ieri sera, per la prima volta in ventitrè anni di vita, ho guardato The Shining, di Stanley Kubrick. Personalmente amo questo regista, non posso dire di aver visto tutti i suoi film (2001 Odissea Nello Spazio, mi vergogno ad ammetterlo, mi manca!), ma quelli che ho guardato, li ho amati dal primo ciak all’ultimo. Le musiche, spazianti da Beethoven a Bartòk, sono studiate al millesimo, per creare ogni volta le atmosfere più azzeccate. Le inquadrature, così angoscianti quando vanno da sinistra a destra, così sobrie in altre occasioni. I primi piani: P A Z Z E S C H I! Jack che guarda fuori dalla finestra, è agghiacciante. Alex che gode sulle note di Ludovico Van, è surreale. Un vero maestro dei primi piani. Miscelati sapientemente con le musiche e, soprattutto, i silenzi! Nulla mi ha inquietato di più in Shining dei silenzi!!! Danny che scorrazza tra i corridoi dell’albergo con il suo triciclo, il carrello che lo segue inquadrandolo di spalle… cosa ci sarà dopo il prossimo angolo? Danny non lo sa, il cameraman non lo sa, e noi non abbiamo nessun tipo di anticipazione. Tremendamente geniale!

Non voglio però fare uno spoiler per chi, come me fino a due sere fa, non aveva ancora visto The Shining, e desidera farlo. Infatti, quando “scopro” un film che secondo me potrebbe entrare nella mia personale top-ten, faccio di tutto per non sapere assolutamente nulla su di esso. Oramai è impossibile riuscire nell’impresa, i film sono stracitati ovunque, leggi citazioni sui giornali come se fossero frasi adatte a tutte le bocche (mi dispiace, ma “I terroristi, i Libici!” sta bene solo in bocca a Doc), e alcune scene sono diventate talmente un Cult che le trovi stampate sulle magliette, citate in altri film, sulle copertine dei libri… alzi la mano chi non ha presente il volto di Jack, in The Shining, che si affaccia con espressione pazza da una porta rotta ad accettate, urlando a Wendy “Cappuccetto rosso? Su, apri la porta. Su, apri! Non hai sentito il mio toc, toc, toc?”.

Quindi naturalmente la scena delle gemelline, alcuni carrelli a seguito del triciclo, li avevo per forza già visti, ma mi ero tenuta alla larga dal sapere la trama di questo film. Ci ha pensato il cofanetto del dvd ad aggiornarmi, grazie BlockBuster! Ci sono rimasta abbastanza male quando ho scoperto che Amytiville Horror altro non era se non un remake di The Sining, per non parlare di 1408… che delusione, ho perso tempo dietro ai film sbagliati.

Un film agghiacciante, angosciante, assolutamente da “AAAAAAAAH!”. Da brava fifona l’ho guardato interamente supportata dalla mia mano destra, che sapientemente si sollevava verso i miei occhi per coprire, in parte, la vista di qualche scena che si preannunciava spaventosa. Un film che, da bravo appartenente al genere thriller, gioca in casa nel vero senso della parola: nulla spaventa di più di ciò che potrebbe accadere negli ambienti in cui di solito cerchiamo riparo; credo che Marion Crane ne sappia qualcosa…

Però devo ammettere che, nonostante ormai mi fosse stato svelato il contenuto del film, ho avuto un notevole contributo per aggiungere pepe alla visione: Jed, il mio cane adottivo. Sul più bello di una scena angosciante, abbaiava ringhioso. Si è preso tante parole poverino, ma ci ha davvero spaventato a morte tutte e 16 le volte!

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Un pensiero su “The Shining

  1. Un opera d’arte.

    Personalmente non amo il genere, preferisco qualcosa di più “leggero”, ma la capacità di creare tensione dal primissimo all’ultimissimo minuto di film, solamente utilizzando musica, silenzi, cambi scena e primi piani ( davvero suggestivi ) è semplicemente ammirevole.
    Non sono serviti effetti speciali da milioni di dollari, ne agghiaccianti bambini-mostri, stile the grudge, the ring, rec, ecc., semplice arte cinematografica e intenti precisi da parte del regista.

    Se si volesse assolutamente trovare il pelo nell’uovo, tanto per avere da parlare, si potrebbe criticare l’ultima inquadratura che abbiamo di Jack nel labirinto della casa: esilarante. L’espressione e il contesto, decisamente esilaranti.

    Tensione, suspence, atmosfera: tutte colonne portanti di questo capolavoro, che merita di essere visto.. ecco, magari, se avete un cane che si sveglia di soprassalto abbaiando, tenetelo sul divano vicino a voi, il povero Jed ha abbaiato veramente nei momenti più sbagliati,

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