“Mistero” mi fa un baffo!

Credo davvero che esistano delle presenze, oltre a noi, che non possiamo vedere, sentire, toccare. Credo anche che la questione sia reciproca. In pratica, credo che il Pianeta Terra sia troppo grande per ospitare solo ciò che noi vediamo. Sono convinta che, quantomeno per una questione ecologica, lo spazio disponibile sul suolo sia ben distribuito tra diverse culture ed entità. “Noi” costituiamo una parte di ciò, mentre il rimanente è costituito dagli “Altri”, che non possono vederci e che sono sicuramente diversi da noi (mi piace pensarli così).

Come nel film “The Others”, esistono delle persone che riescono a vedere queste entità “estranee”, anche se nel caso che sto esaminando non si tratta di spiriti di morte o stranezze del genere; la questione è più semplice di quanto si possa pensare.

Nella mia città vive un uomo di colore molto strano e che devo dire mi affascina molto. Non tanto per il suo aspetto, ma per la sua energia. Non ho idea di dove sia la sua dimora, so però che ogni giorno è davanti alla Gran Guardia, a fare movimenti inconsueti e, per molte persone, “assurdi”. Probabilmente lo si considera pazzo, io invece non lo credo affatto. L’ho visto camminare in mezzo alla strada, una volta, e muoveva le braccia come per spostare del suo campo visivo uno sciame impazzito di moscerini, che gli impedivano di vedere bene. Naturalmente, non ha rischiato incidenti né ha rischiato di provocarne, il che mi ha incuriosito.

In un’altra occasione, mi è capitato di parlarci. Stavo passeggiando per Piazza Bra con mio papà, chiaccheravamo e non ci siamo accorti che quest’uomo si era avvicinato a noi. Mio papà, vedendolo avvicinare, ha pensato che fosse un mendicante (non per discriminazione nei confronti del suo aspetto, ma a causa del suo atteggiamento) e subito  ha messo mano alle monetine nella sua tasca per aiutarlo. L’uomo non ha fatto una piega, non ha preso i soldi e sorridendo gli ha detto “Hai davvero una brava figlia”. Mio papà ha ringraziato, gli abbiamo augurato una buona giornata e poi ognuno ha continuato per la sua strada.

Lì per lì non ho badato molto al fatto in sé, ma poi riflettendoci… certo, da piccolina ero decisamente la fotocopia di mio padre, ma poi crescendo sono diventata sempre più simile a mia madre (dicono), e sono sicura che a colpo d’occhio non sia così ovvio che io sono la figlia di mio padre. Quindi, perché quel’uomo si è avvicinato proprio per dirci quella frase? E’ andato a colpo sicuro, decretando che io ero certamente la figlia… forse è stato un caso, però poi ho iniziato a vederlo sempre più spesso in zona, e ogni volta compie questi gesti curiosi, con cui sembra scacciare via qualcosa.

Ma cosa? Riesce davvero a vedere qualcosa o qualcuno? Perché lo fa? Un giorno dovrò chiederglielo. Lui non chiede mai nulla, non crea problemi ed è un tipo taciturno. Ma allora, se non è un mendicante, e non credo lavori, come vive?

Nella mia testa, che viaggia di continuo, lui viene dall’Africa, dove era uno sciamano. Là, in un rito purificatore, ha avuto la visione che in Italia ci fosse qualcosa che non andava. Sapeva che, una volta lasciata la sua terra ed arrivato qui, per lui la vita sarebbe stata tutt’altro che facile, ma aveva la sua missione da compiere. Non poteva tirarsi indietro, ormai aveva visto. La location scelta non è stata casuale: quale città sarebbe stata migliore di Verona, famosa in Italia per essere “la città razzista” (a causa del sindaco leghista?) (ah, per la cronaca: non siamo così razzisti!)? Qui sarebbe stato un emarginato, un dimenticato della società. Qui nessuno lo avrebbe disturbato, interferendo con il suo lavoro di sciamano, anzi avrebbe potuto lavorare tranquillamente senza rischiare troppe domande o troppi convenevoli, che lo avrebbero rallentato nel compimento della sua missione. E da allora, lui recita ed esegue i suoi riti. Ma a cosa servono? Cosa aveva visto di così terribile da necessitare un intervento locale urgente?

Dovrebbero assumermi a “Mistero”….

Se qualcuno ha capito di chi sto parlando, lo prego di contribuire.

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