Manco coi chiodi sui diti.

Tutti nella vita abbiamo sofferto, per le più disparate ragioni. Quando si arriva ad una certa intensità di malessere interiore, dell’animo, si è tutti uguali.

Quanto sei attaccato ad una cosa o ad una persona o ad un animale o qualsiasi altro soggetto determina la cura nel dedicarti ad esso/a, e la sua perdita provocherà un dolore proporzionale alle aspettative di vita longeva e serena insieme.

 

 

C’è però anche chi nasce soffrendo e io voglio credere, e forse nel farlo sono un po’ infantile, che quella persona, non essendo fisicamente in grado di provare benessere così come noi persone sane lo percepiamo (anche se in realtà non ce ne rendiamo conto finché non abbiamo torturato il nostro fisico fino alla sopportazione massima), in realtà non soffra davvero. Diventa quasi assuefatta dal dolore da considerarlo ormai parte integrante della propria vita, una cosa “normale”.

“Parli facile, tu che sei sana!” – certo, questo mio ragionamento è sicuramente molto infantile, ma nel mio piccolo soffro di emicrania da 13 anni, ovvero da quando ero poco più che una bambina. All’epoca in cui tutto iniziò, dopo i primi attacchi violenti cominciai a non curarmene più, a non lamentarmi più del dolore, ripresi a giocare comunque con gli amici e suonare il pianoforte e leggere e andare a scuola… solo la mia mamma si accorgeva quando stavo male perché il mio viso mostrava una smorfia di dolore, alla quale non volevo fare caso, ma in realtà il dolore era fortissimo, ogni piccolo raggio di sole era un proiettile nei miei occhi, ogni lieve rumore era uno sparo nei timpani, il sangue che pulsava nelle vene era un impianto stereo con i bassi a palla. Ma continuavo a vivere, così come continuo a farlo ora, anche se crescendo sono diventata sempre meno tollerante verso questo mio bastardo compagno di viaggio…

Tutti soffriamo, abbiamo sofferto e soffriremo ancora. Le pene d’amore, chi non le ha patite? Sembra ti crolli il mondo addosso, ma in realtà basta allungare la mano, e qualcuno pronto a recuperarci prima che sprofondiamo nell’abisso di tenebre c’è sempre. Bisogna solo aver fiducia.

Grazie mamma.

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