La Turanda

ATTO I

Pechino. Un vecchio sbabbione pelandrone che nella vita non ha combinato un acci a parte fare l’imperatore, ha una figlia che brama di restare zitella: Turandot, meglio nota ai sudditi come Turanda la Mutanda. Suo padre, deciso a diventare nonno per far trotta trotta cavallino ai piccini seduti sulle sue anziane ginocchia, impone alla figlia di sposarsi, e lei accetta. Ma solo a patto che il pretendente, di sangue reale, risponda a tre indovinelli. In pratica, la Turanda credeva di stare in Egitto e di essere un mostro mezzo leone e mezzo umano.

Che poi, era davvero un mostro, la Turanda: di crudeltà.

Tantissimi babbei accorsero alla corte imperiale illudendosi di poter risolvere gli enigmi e, una volta sposati, fare i mantenuti a vita. Tutti, ahimè, perdevano miseramente la sfida – e la testa. Le esecuzioni si tengono in piazza, aperitivo offerto dalla ditta.

All’evento partecipava anche un principe Tartaro, che in quell’occasione ritrova il padre Timur e la sua serva, Liù. Quest’ultima era una vero timidona che da sempre aveva una cotta per il principe, e vedendolo non riesce nemmeno a pronunciare il suo nome. Il principe, un po’ per l’emozione del padre ritrovato ed un po’ per lo schifo suscitatogli dalla crudeltà della Turanda, si recò al wc un paio di volte per vomitare alla vista dello scempio delle rolling heads – che poi divenne anche un famoso gruppo musicale.

Ma, non appena vide in faccia la Turanda, ne rimase folgorato: era bellissima! Doveva essere lui a sposarla. Deciso.

Uomini. Fatti con lo stampino.

Nonostante i tre allegri  ministri del regno, Ping Pong e Pang (antenati dei nipotini di Paperino) cerchino di dissuaderlo dall’intento suicida, lui non resiste e chiama la Turanda per risolvere gli enigmi. Lei accetta – ah ah, curioso gioco di parole, vero?

ATTO II

Il principe tartaro, del quale ancora non vi voglio svelare il nome, si accingeva a risolvere i tre enigmi – scusate, pausa: devo uccidere questa str..za zanzara!

Eccomi! Dunque, dicevo, i tre enigmi:

1) Non bisogna mai perderla ma non si può neanche cercarla..il suo colore è verde e richiede costanza.

La speranza!

2) Ha il colore del sole al tramonto, ma in qualche caso può essere blu ed ogni giorno scorre sempre di più, è importante per la vita e circonda la ferita.

Il sangue!

3) Ha il cuore di gelo e la bellezza di un fiore, scende dal cielo per rubarti il cuore, se sbagli fa servo, se indovini ti fa re..su, straniero, indovina cosa è?

Turandot!

Colpo di scena! Il principe li risolve tutti! Turanda si dispera, minaccia al principe un matrimonio frigido e privo di volontà. Lui ci pensa un attimo, e decide di darle la possibilità di sciogliere la sua promessa: deve indovinare il suo nome! Entro l’alba.

ATTO III

Così comanda Turandot: questa notte nessun dorma in Pechino – pena la morte! Al suo cospetto vengono portati Timur e Liù, la quale afferma di essere l’unica al mondo a conoscere il nome del principe e che, innamorata persa di lui, pur di mantenere il segreto è disposta a schiattare. Ovviamente, visto che l’opera in generale è piena di depressi, si suicida.

Il principe ci resta un po’ sotto all’inizio, ma poi decide di buttarsi Liù alle spalle e di provarci ancora con la Turanda. Le rivela persino il suo nome: Calaf. Ora Turanda, che conosce l’identità del principe, può scegliere se sposarlo o vincere l’ennesima scommessa. L’alba è ormai vicina.

Davanti all’imperatore e ai tre allegri Ping Pong Pang, Turanda ammette di conoscere il nome dello straniero.

Il suo nome,  è Amore!

EPILOGO

Vissero smielosamente felici e contenti e trotta trotta cavallino e baggianate simili.

Lo so, speravate in un finale splatter alla Kill Bill, ed in effetti i presupposti c’erano tutti. Prendetevela con Puccini, eh.

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10 pensieri su “La Turanda

  1. AHAHAHAH, oddio… le risate isteriche! Turanda la Mutanda! XD
    Tra l’altro adoro l’opera, e questa descrizione della Turandot è esilarante. Io ti amo, lol! :mrgreen:

  2. Sei meglio di un recensore paludato e molto più divertente. Ha il sapore delle sghignazzate dietro le quinte tra colleghi… Che posso dirti, mi piace il tuo stile io non ero così buffa nemmeno da gggiovane ma apprezzo 😉

    • aaah… le sghignazzate nel backstage… non esiste estate più bella! Comunque queste versioni dissacranti le propinavo anche agli spettatori-turisti che non avevano idea della trama dell’opera che si accingevano a guardare!

  3. Ogni voltà che rivedrò la Turandot, non potrò che pensare alla tua versione Turanda la Mutanda e ridere come una babbea a teatro, mentre gli altri mi guarderanno malissimo perchè non capiranno il perché delle mie risate isteriche 😆
    Propongo di sottoporre il testo a Emma Dante!! 😉 😛

    • non conoscevo Emma Dante, se solo fossi un po’ più coraggiosa ed intraprendente glielo manderei, quantomeno per farle fare 2 risate! Comunque, non hai idea di quanti film passino per la mia testa ogni secondo, scoppio a ridere da sola, a caso. AHAHAHA!

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