Aida e la Fura dels Baus

Ieri sera in quel dell’Arena si è tenuta LAPRIMA. Come sempre ad aprire il cartellone c’è l’opera più famosa e amata – dagli altri, perché a me non fa impazzire. Quest’anno la scenografia è stata affidata ad una compagnia spagnola chiamata come da titolo Fura dels Baus.

Io ho avuto il piacere esaltantissimo di vedere lo spettacolo durante le prove e voi non avete idea della fatica che ho fatto per trattenermi dallo scrivervi per sbandierarvi tutto!!! Anche se non siete amanti dell’opera, questo spettacolo dovete vederlo!

Vi basti sapere che sulla pagina facebook della Fondazione Arena ci sono stati solo insulti e che in generale le prime impressioni a caldo sono state disastrose: un ottimo biglietto da visita, considerando il fatto che negli ultimi anni l’italiano medio è andato via via sempre più deculturalizzandosi privandosi del piacere di assaporare l’arte per quella che è, lasciando svanire in lui la luminescenza negli occhi nel vedere una creazione nuova, totalmente innovativa e spiazzante che richiede logica e ragionamento per essere apprezzata.

Come hanno detto i registi, “Quello che ci interessa è l’Egitto millenario, perché apporta la base per un salto unificatore tra il passato remoto e il futuro. Il nostro scopo è raggiungere una sintesi corretta tra la cultura, la spettacolarità e l’avanguardia”.

Capito gente? AVANGUARDIA! Non riesco davvero a capire tutti i commenti negativi dati sullo spettacolo basando le critiche su un mero fatto di ambientazione scenografica. Non è forse vero che Verdi non scrisse un’altra sua opera, Nabucco, come parallelismo per raccontare il malcontento che dilagava nel nord Italia in quel periodo? Non ha forse adattato fatti a lui contemporanei ad una storia antica di millenni? E se proponessero un Nabucco ambientato scenograficamente nell’800, che cosa ci sarebbe EFFETTIVAMENTE di sbagliato? Il patriottismo insito nell’opera non potrebbe mutare.

Forse quest’ultimo concetto l’ho espresso male, ma mia madre dice che finalmente ha capito che cosa volevo dire e quindi immagino di aver scritto un papiro contorto e senza senso, ma credo che il nocciolo l’abbiate colto: se vi piace l’arte e non avete paura di emozionarvi, andate a vedere questa Aida.

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19 pensieri su “Aida e la Fura dels Baus

  1. Ciao! Ho appena scoperto il tuo blog, e, sbirciando la tua presentazione, scopro che siamo “vicine di casa”! 🙂 Venendo al contenuto del tuo post: ho visto l'”Aida” in Arena qualche anno fa, nella versione di Zeffirelli, e l’ho molto apprezzata. Sono un’amante degli allestimenti tradizionali, ma non per questo critico gli adattamenti: dopo aver seguito un corso di storia del teatro, ho compreso che un regista serio ha, per ogni scelta portata sul palcoscenico, delle motivazioni ben precise, e quelle che hai riportato sono, a mio avviso, più che condivisibili. Critiche come quelle citate, d’altronde, nascono spesso da una grande povertà culturale: uno spettacolo può non piacere, ma da qui a valutarlo in maniera totalmente negativa e a farne cattiva pubblicità ne passa (fra l’altro, che vi fossero sia l’allestimento moderno che quello storico del 1913 era risaputo in partenza), ed è sempre più facile gridare “vergogna” che esaminare con serietà e apertura le dinamiche di uno spettacolo.

    • Come mai non riesco a visitare la tua pagina? Mi mandi il link per piacere? Apprezzo tantissimo il tuo intervento, mi trovi d’accordo. Tralaltro non so se hai letto l’articolo apparso su L’Arena il giorno dopo… i giornalisti se ne sono andati dopo il II atto!!! Cioè dai… ridicolo. Più che una critica teatrale sembrava necessità impellente di scrivere qualcosa, che il giornalista fosse o meno competente poco importa. Verrai a vedere altre opere quest’anno? Se ti piace il moderno ti consiglio Romeo et Juliette 🙂

      • Avevo già lasciato un commento, ma forse per il link al mio blog è stato identificato come spam! 😦 Riproviamoci: innanzitutto penso che i giornalisti che hanno abbandonato lo spettacolo a proposito del quale dovevano scrivere non abbiano commesso solo un gesto di cattivo gusto, ma anche una grave infrazione dell’etica professionale.
        Quanto, invece, all’opera che vedrò quest’anno, ho in programma “La Traviata”! 🙂

      • Mi sembrava di aver cliccato “approva” sul tuo commento… adesso controllo, forse ho pasticciato io. La scenografia di Traviata anche è molto bella, anche se mi piacerebbe che riproponessero quella della bambolona gigante… secondo me ora verrebbe apprezzata di più! (anni fa fu solo fischiata, peggio di questa Aida). Sono un po’ di gusti trash lo ammetto!

  2. concordo in pieno! Io ci sono dentro: sto lavorando come comparsa e ho avuto modo di conoscere i registi e di capire e apprezzare il loro allestimento. In molti hanno gridato allo scandalo e all’oltraggio. Ho condiviso in un post su facebook le mie riflessioni a riguardo (praticamente abbiamo scritto le stesse cose! 😉 ). Qualcuno mi ha attaccato sostenendo che l’opera è perfetta già di per sé e non può essere toccata. Insomma io credo che la perfezione in arte non esista, è sempre relativa e soggettiva. Ma, d’altra parte, è normale che chi è troppo fedele alla tradizione reagisca così. I giornali non ne stanno parlando bene, ma io (come anche voi) non cambio idea.
    Se vuoi/volete qui potete leggere l’intervista che ho fatto a Carlus Padrissa. Si parla di Aida, e in generale della loro storia e di come lavorano. 🙂
    http://www.uncomag.com/interviste/padrissa-carlus-la-fura-del-baus/

  3. Le cose nuove a volte spaventano(sopratutto i ..Tradizionalisti!!! voglio veder l’opera come l’ho vista lo scorso anno e l’altr’anno ancora…) secondo invece e cosa buona il rinnovamento e idee nuove…Altrimenti si tiene sempre stessa scenografia ,stessi costumi,magari stessi cantanti…insomma tutto come sempre….Puoi dire che non ti convincono …,ma insomma la musica e libretto son quelli ma con altra scenografia ..cosi la vedi sotto un’altra ottica altra sfaccettatura. Boh ,non so che dire ..non si cambia sempre stessa via,colore ,musica,…..ma dopo un pò non viene a noia?
    Magari diamogli tempo …e non saranno più ..spaventati! 😀
    serena giornata 🙂
    come và? come sta procedendo …la VITA? 😉

  4. ieri sera domenica ero in arena a vedere AIDA personalmente non sono rimasta soddisfatta di questa nuova versione io amo l;opera cosi come è stata scritta per il mio parere troppo stravolgimento ma in italia si viaggia cosi grazie

    • Ciao Bruna e grazie del tuo commento. Vorrei farti notare che l’opera non è stata affatto modificata, musica partitura e storia sono come da libretto. l’unica cosa che è cambiata è la scenografia, che non è opera di italiani ma di una compagnia Spagnola (La Fura dels Baus) apprezzata a livello internazionale. In che senso dici “in italia si viaggia così”? non mi è chiaro.

      • IO ho visto un;opera che non mi è piaciuta non mi interessa se è apprrezzata a livello internazionale e non sono stati commenti positivi fuori Arena,il commento in italia si viaggia cosi è riferito ci viene data un;opportunità è subito si accetta tutto qui.Io come altre persone abbiamo pagato il biglietto mi aspettavo una cosa diversa comunque le critiche servono per confrontarsi grazie per la risposta

  5. Ho visto lo spettacolo dell’Aida domenica scorsa: dopo un primo momento di smarrimento dovuto ad una diversa aspettativa, mi sono ritrovata coinvolta profondamente ed ho molto apprezzato la scenografia innovativa .

  6. “È uno spettacolo da vedere, vi basti sapere che ha beccato un sacco di insulti.” credo sia una frase che rispecchia perfettamente la mentalità odierna. Non si può sempre usare la scusa che “il pubblico è ignorante” per giustificare l’insuccesso delle vaccate. Ma evidentemente il pubblico è ignorante davvero, se si beve ancora la scusa dell'”avanguardia” davanti a messe in scene pseudo-futuristiche che esistono da chissà quanto tempo e quindi di avanguardistico non hanno più niente.

    • Personalmente mi è capitato di vedere spettacoli, mostre d’arte e happening molto più “strani” e talvolta persino sgradevoli, durante i miei viaggi all’estero. Sta al pubblico recepire l’arte proposta come cacca o come meraviglia, l’importante è che abbia la possibilità di avere un metro di paragone. Scartare a priori ciò che tu consideri “vaccate” a parer mio è sintomo di ignoranza. Non è l’amore per quello che tu definisci brutto o viceversa che rende il pubblico ignorante, ma è il privarlo del poter scegliere cosa guardare e cosa apprezzare. Parigi non sarebbe Parigi senza il Louvre e senza il Centre Pompidou, lo stesso vale per New York, con il Metropolitan e con il Guggenheim. Musei opposti, eppure stimatissimi seppur da utenti diversi. L’Arena di Verona quest’anno ha proposto 2 diversi allestimenti della stessa opera, e personalmente ho apprezzato tantissimo quella della Fura dels Baus, e fidati che non sono stata l’unica. Forse è solo perché sono ignorante, come dici tu… chissà! In ogni caso grazie del commento 🙂

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