Si può cronometrare la felicità?

Oggi, dopo immense peripezie, che purtroppo non sno ancora finite perché ora mi ritrovo stalkerata dal ragazzo di cui avevo parlato qui, ho riavuto indietro il mio denaro!!! Erano le 18:38, e sulla mia postepay sono comparsi tutti i soldi che avevo “perduto” miseramente come già avevo spiegato.

Dicevo, erano le 18:38, e mentre osservavo l’estratto conto della carta, ho notato di avere un messaggio in arrivo su facebook. Ho cliccato sul pulsantino, e per un nanosecondo il mio cuore si è fermato.

Il messaggio era da parte di quello che un tempo era un mio carissimo amico. Poi, non so bene perché, ci siamo allontanati, fino a non parlarci più. In verità, in quest’ultimo anno e (quasi)mezzo, ho cercato più volte di mettermi in contatto con lui, ma invano. Da amicizie in comune ogni tanto avevo delle notizie, e ci stavo male nel vedere che si era mantenuto in contatto con molte persone ad eccezione di me.

Beh, naturalmente ognuno è libero di scegliere le persone con cui passare il proprio tempo, e a me sembrava di non rientrare tra queste per lui. Quindi, dopo più di un anno dal mio ultimo sms a vuoto e 7 mesi da quello inviatogli inutilmente su facebook, ho deciso di rimuoverlo dai contatti. “Se non vuole parlarmi, non ha senso tenere in piedi questa farsa”, mi sono detta.

E poi oggi, quel messaggio. Una manciata d’istanti di felicità, poi il dolore. Devo ammettere che mi ha fatto male. Perdere chi credevi di aver già perduto è come togliere due volte lo stesso dente.

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Eh.

Ti fai sentire solo quando hai bisogno o se ti fa comodo – passi.

Rispondi agli sms solo se crepa il papa ma se non rispondo tempestivamente ai tuoi scateni l’inferno – passi.

Mi chiedi favori senza dare nulla in cambio – passi.

Ti consideri un amico ma in effetti lo sei solo part time e se ne puoi trarre beneficio – passi.

Tiri bidonate pazzesche all’ultimo secondo, guai fare lo stesso con te – passi.

Sai sempre una pagina in più del libro, di ogni argomento (salvo poi prendertela in quel posto facendo colossali figure di pupù) – passi.

Riesci a mandarmi fuori dai gangheri come nessun altra persona su questo pianeta – passi.

Inventi delle scuse che sono delle palle gigantesche e speri anche che io ti creda – passi.

L’unica volta che ho provato a risponderti per le rime ho ricevuto una pubblica umiliazione su facebook – passi.

Per quieto vivere mio ma non solo ti sopporto anche quando proprio non ce la faccio più – ma ora m’hai proprio stritolato gli zebedei.

Saudades

Ogni anno, avvicinandoci a dicembre, iniziamo a tirare le somme, a fare un bilancio della nostra vita, dei nostri successi o insuccessi, di quello che abbiamo concluso (nel bene e nel male) durante l’anno. Io ogni anno a dicembre mi pento sempre della stessa cosa: aver trascurato i miei amici.

Non lo faccio perché non mi va di vederli o di sentirli, o perché non sono interessata a loro, il mio problema è sempre e solo la mancanza di tempo. Per anni sono stata portabandiera del “volere e potere”, ma ora che sono finita nel vortice del precariato mi rendo conto che “volere è sperare di potere”, quindi le miei giornate, week-end compresi, sono cadenzati dal lavoro, dagli appuntamenti, dallo studio. E intanto passano i giorni, le settimane, i mesi, ed ecco che a dicembre mi rendo conto che è da aprile che non vedo la mia amica Nancy, eppure non mi è sembrato così tanto tempo. Poi ci penso e mi accorgo che Martina e Nicola non li vedo da quasi due settimane, mentre fino a un mese fa ci vedevamo anche 2 volte la settimana! Penso che forse mia madre non è solo persa quando mi dice “non ti vedo mai”, e quanto sto trascurando i miei vecchietti?

Se potessi dedicare ad ogni mio affetto il tempo materiale che gli dedico col cuore e col pensiero, mi servirebbe un’agenda per trovare uno spazio libero in cui inserire il lavoro. E non mangerei più, non pagherei più le bollette, vivrei d’affetto. In effetti, sarebbe un bel guadagno!

Quest’anno per le feste natalizie è venuto per la prima volta sul suolo italiano uno dei miei migliori amici, Thiago. Ci conosciamo da 10 anni e ci siamo visti una sola volta, 4 anni fa, a San Paolo, in occasione del suo matrimonio. Siamo amici di penna on-line, liberi di non crederci. Di lui parlo molto spesso, e i miei amici non penso che ci credano veramente così uniti. Ma ieri sera il mio ragazzo (nonché mio migliore amico da anni) l’ha conosciuto, e ha conosciuto anche Michelli (sua moglie) e Fatima (sua mamma). A fine serata, quando siamo rimasti soli io e lui, mi ha detto che finalmente capiva perché lo considero uno dei miei migliori amici e che capiva anche perché tra noi (Thiago e me) c’è una connessione speciale, che ci fa sentire vicini anche se non lo siamo affatto, fisicamente parlando. Vederlo salire le scale di casa mia con le valigie non mi ha fato alcun effetto nostalgico tipico di chi sente una saudades infinita, anzi: mi è sembrato ieri che ci eravamo abbracciati nella calda San Paolo, prima che io ripartissi per l’Italia.

Questo mi fa capire che è sbagliato incolparsi per la scarsa quantità di tempo materiale che si riesce a dedicare agli amici, perché se sono veri amici sentono tutto il nostro affetto, sempre. E i mesi non passano pesanti e in malinconia.

Dicembre è il mese dei bilanci, fortuna che l’analisi dura massimo un mese, a gennaio sarò già pronta con i soliti buoni propositi del c…

Buon Natale a tuttiiiii

 

 

p.s.: non regalate cuccioli a Natale, e non abbandonate i vostri amici più fedeli per una sciata.

Oniricum

OdioOdioOdioOdioooooo! Caro Anacleto, l’hai sempre saputa lunga

Qui al nord, da dove scrivo i miei stupefacenti post, è arrivata la nebbia. Al tiggì ho visto un servizio, ieri sera, in cui mostravano la mia città alle luci dell’alba. O meglio, mostravano quello che, con molta fantasia, sarebbe stato il paesaggio della mia città. Gentilmente oscurato e censurato da una fittissima parete di nebbia. Mi ha fatto piacere che abbiano mostrato certe immagini sulla tv nazionale, così i fortunati che abitano in posti dove la visibilità è piena 365 giorni l’anno possono rendersi conto di come viviamo noi, al nord, da ottobre a marzo (o aprile, a volte). Come è giusto che noi del nord ci rendiamo conto che esistono posti, nel resto del Belpaese, dove potersi rifugiare da questa cortina di nebbia!

Ma vedere qualche secondo di immagini non rende l’idea di cosa voglia dire svegliarsi con la nebbia, andare al lavoro senza vedere la strada, fare pausa pranzo immersi nel nulla, tornare a casa e non vedere la porta di casa, allacciarsi le scarpe al contrario perché non si vedono i lacci.

Sto scherzando, ovviamente.

Ciò non toglie che la nebbia porta a me personalmente la piacevole necessità di andare in letargo. Mi sveglia depressa la mattina del sabato e della domenica, e l’unica cosa che non vedo l’ora di fare, dopo aver giocato con i miei cani, è dormire. DormireDormireDormire. Svegliarsi, deprimersi, giocare con i cani, DormireDormireDormire. Che palle!

Odio scrivere post deprimenti, però oggi è domenica, domani starò meglio.

Stanotte ho fatto un sogno poco piacevole su una ragazza, che considero una delle persone migliori che mi sia capitato di conoscere nell’ultimo anno. Stava male, emotivamente. Fisicamente, si trovava nello stato interessante. Non voleva stare così, ero andata a trovarla ed era distrutta, depressa. Non so come abbia fatto il miocervello ad elaborare un’immagine tanto pietosa di una persona in verità così vitale. Non sono andata a vedere il significato di questo sogno, ma di solito i sogni con connotazioni tanto negative nascondono in realtà spiegazioni molto positive. Glielo auguro di tutto cuore!

Poi durante la mattinata il mio umore è rimasto nero, complice anche il suddetto sogno.

Purtroppo una delle mie peculiarità riguarda il mondo onirico. Da quando sono bambina, chiudo gli occhi e mi immergo in mondi assurdi, a volte terrificanti, a volte cupi ma rassicuranti. Sogno le persone, sogno sensazioni, emozioni, odori e profumi, il tatto mi appartiene come anche l’udito. Non è una cosa che capita a tutti, mi han detto. Mi sveglio di soprassalto, spaventata, oppure sorridente.

Vedo i miei cari che non ci sono più, loro mi parlano e mi portano confortano. Talvolta mi danno suggerimenti e anticipazioni sul futuro, che raramente si rivelano errate (direi anzi mai). Sogno Thi, il mio migliore amico, che vive a San Paulo. In passato ci è capitato di trovarci nello stesso sogno, la stessa notte, con un fuso orario differente naturalmente. All’inizio mi sorprendevo, ma ora che il nostro legame si è fatto più stretto e più forte, non mi meraviglio più.

Qualche anno fa feci un sogno davvero particolare, che all’epoca mi spiazzò non poco. Stavo insieme ad un ragazzo meraviglioso da poco più di un anno, e da qualche mese lui mi aveva presentato uno dei suoi amici di vecchia data. Con questo ragazzo ho subito stretto amicizia, e ci siamo uniti molto, ma sempre senza secondi fini. Io ero innamorata, lui disinteressato e perennemente invaghito prima di questa, poi di quella. Dopo qualche mese lo sognai, nel sogno ci frequentavamo non più come amici, ma come amanti. Rimasi molto spaventata ma non diedi nessun peso al sogno. Rimasi con il mio ragazzo altri 2 anni, dopodiché la relazione tramontò. Ero sempre rimasta amica con l’altro ragazzo, e dopo qualche mese da single, iniziai a frequentarmi con lui. Solo dopo qualche mese, si realizzò la stessa situazione del sogno di quasi 3 anni prima!

Liberissimi di non credere, ma a me succede. Ed è snervante, non ce la faccio più. Soffro di emicranie da 13 anni, e un nuovo medico che ora mi cura mi ha detto che potrebbero essere proprio alcuni sogni che faccio che mi portano il mal di testa.

Stasera già lo so che chiuderò gli occhi e domani mattina mi sveglierò di nuovo madida di sudore e con il battito accelerato. Ma forse sarà solo l’ennesimo effetto collaterale di questa maledetta nebbia.