Corso base per diventare miciofili

Chiunque legga il mio blog da un po’ (a proposito, ieri il mio wordpress ha compiuto 4 anni!!!), conosce ormai fin troppo bene la mia passione smisurata per i cani – passione che in parte è diventata lavoro.

Devo però aggiornare voi tutti, che vi interessi o no, sul nuovo arrivo in casa Ghosty!!! Si chiama Dorotea, e si è aggiunta al già numeroso branco nel mese di dicembre.

Se faccio errori di battitura è perché La Stronza in questione mi sta camminando sulla tastiera del pc… LA STROZZO!

Ma torniamo alla parte bella – stasera mi sta facendo impazzire, continua a scollegarmi il cavo per caricare il pc, proprio adesso ci si è aggrappata in uno slancio felino e di rinculo si è schiantata sull’armadio… non ce la può fare. Come dicevo, il 30 dicembre mi chiama l’Orso Domestico, e più o meno le sue parole sono state queste:

“Qui al lavoro c’è una gattina messa male, è denutrita e malaticcia, tra l’altro tra poco ci saranno i botti di capodanno e poi l’azienda resterà chiusa per ferie… secondo me non arriva a gennaio. Che faccio?”

MA COSA VUOI FARE, PIRLA?!?! La decisione è stata piuttosto obbligata: portala a casa, vediamo poi il da farsi.

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La piccola era nata a inizio settembre, eppure nonostante i suoi 3 mesi era minuscola, scheletrica, con gli occhietti pieni di puss, i baffetti bruciati e i vermi intestinali. Una vera combo di energia!

Peccato che il 30 dicembre io avessi in consegna ben 5 cani, quindi La Stronza per qualche giorno è rimasta chiusa in una stanza piuttosto grande con il minimo indispensabile. Ogni volta che ci sentiva arrivare scappava spaventata.

All’inizio non voleva avvicinarsi, era terrorizzata da tutto e tutti… ma il caro buon vecchio cibo corrompe anche gli animi più solitari! E così con l’aiuto di un cucchiaino e del patè iperproteico per cuccioli io e il mostro felino abbiamo fatto amicizia.

Lì è iniziato il problema Frida.

Frida, da brava border collie, ha innato e molto ben sviluppato l’istinto a fissarsi. Tanto quanto si fissa su una palla o su una pecora, così faceva con Dorotea. Preciso inoltre che Frida non è mai stata una grande amante dei gatti, ringhiando e dando di matto ogni volta che ne vedeva uno. I primi mesi con la gatta in casa sono stati un disastro. Frida non le staccava gli occhi di dosso, si dimenticava di bere e di dormire. La gatta invece pian pianino ha iniziato a fregarsene altamente e a capire che se non schizzava come una pazza nessun cane la rincorreva. Ha imparato a muoversi lentamente e fingendo disinvoltura, e soprattutto ha capito che con la sola imposizione del soffio riusciva ad allontanare qualsiasi cane.

In pratica, ha capito di avere poteri magici e di essere diventata il nuovo capo del branco.

Nel frattempo, grazie al nostro vet e a un po’ di cure, ha iniziato a migliorare e a crescere.

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Dopo tre mesi di convivenza cani-gatto (di Jed non parlo nemmeno ma solo perché lui fin da subito non ha dato problemi con La Stronza, ha capito che comandava lei e si è prostrato immediatamente al suo volere) io e l’Orso Domestico ci siamo trasferiti.

Nuova casa, spazi più grandi, e finalmente eliminazione del letto a soppalco, precedentemente noto come “la roccaforte delLa Stronza”. Dorotea ci passava le ore a osservare i suoi sudditi ai suoi piedi, impotenti di fronte alla scala ripida che portava al suo trono.

Dopo quasi due mesi di convivenza nella nuova casa, la situazione Frida-Dorotea è migliorata. Finché sono sveglie fanno un sacco di palco, Frida finge di odiare il gatto – è una lotta per la supremazia la loro – e La Stronza finge timore misto a schifo nei confronti della cagnolina.

Ma in realtà, quando nessuno le vede…

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Eeeeh già… come se fossi scema, come se non sapessi che queste due assieme sono un’associazione a delinquere per combinare guai… già.

In compenso io mi sto specializzando in “mangiata dello yogurt in tempo record” per evitare che La Stronza ci ficchi dentro la testa prima che io abbia potuto infilarci il cucchiaino, “nascondi le chiavi anche a rischio di perderle” in modo che La Stronza non le faccia volare chissàdove, “tappa sempre il bicchiere con la mano o simili finché non bevi” per evitare lo spiacevole e stomachevole spettacolo delLa Stronza che ci beve dentro mentre tu cerchi di pranzare.

Ma soprattutto, sto facendo un master in archeologia organica felina.

Si tratta di una pratica molto conosciuta e diffusa tra i proprietari di gatti, costretti quotidianamente a pulire la lettiera dei loro principi di casa. La sabbietta che si compatta è una gran figata, e trovarne i pezzi nascosti può diventare un’impresa. Scovare la pupù poi, è lavoro da professionisti. La bravura sta nell’estrarre il reperto rimuovendo il minor quantitativo di sabbia possibile – con quel che costa! – lasciando comunque il bagno imperiale pulito e profumato.

Ma in fondo in fondo… le voglio bene!

Io, la mano e i kili

Innanzitutto, permettetemi di fare l’italiana media lamentandomi del caldo. Vi sto scrivendo dal mio letto singolo con un cuscino dietro la schiena, uno sulle gambe sul quale è poggiato il pc, una cagnolina alla mia destra. Frida mi vuole bene e non ama il masochismo motivo per cui è spaparanzata sotto al letto. GRAZIE FRIFRI!

La serata di ieri era afosa, lunga e interminabile. Violetta Valery non voleva saperne di morire e Alfredo gliene ha cantate di ogni sperando di farla dipartire prima che tutti ma proprio tutti schiattassero dal caldo. Tanti spettatori si sono sentiti male, alcuni li abbiamo persino visti vagare nei pressi dei bagni esterni in mutande pallidi e in preda a crisi di vomito. Questo sì che è uno spettacolo!!!

Fortunatamente la mia collega è riuscita a distrarmi da questa visione apocalittica dei turisti crucchi proponendomi di leggermi la mano. Anzi, in verità sono stata io che l’ho tampinata affinché lo facesse, e alla fine ha ceduto.

Avrò una storia d’amore importante che potrebbe sfociare in un matrimonio, ma dovrò stare attenta al mio partner nei momenti di crisi perché lui/lei potrebbe andare a cercare attenzioni altrove. Avrò 2/3 figli, e nell’arco della mia vita farò molti lavori diversi – ovvero, sarò precaria a vita YUPPI! La mia salute non sarà delle migliori e mi ha consigliato, sempre guardando le spiegazzature del mio palmo sinistro, di fare delle analisi. Bene. Grazie. Come se non fossi consapevole da anni di essere un catorcio ambulante che se fosse nato nel ‘500 sarebbe morto in età infantile grazie al principio della selezione naturale della specie.

Dopo aver ricevuto così tante belle notizie ed aver realizzato che la visione dei crucchi/zombie non era poi così male, la serata poteva dirsi conclusa. Persino quella baldracca della Violetta si era decisa a tirare le cuoia.

Ma torniamo a me. Stamattina mentre ero a spasso con Matilde – non la mia amica, ma una bull terrier miniature dolcissssssima – mi sono imbattuta nel mercato rionale dove ho visto in vendita dei reggiseni a 2€. Dato che ne possiedo 3 di numero di cui 2 e mezzo sono ormai a passi, ho deciso di comprarne un po’, fare la cosìddetta scorta. Di solito compro la taglia II, ma ultimamente i kili mi abbandonano specialmente nella parte superiore del mio corpo (sono disperata), quindi ho comprato delle taglie I. Poco fa, a casa e in tutta calma, li ho provati. ORRORE!!! La coppa mi va grande!!!

AIUTOCACCHIOCHEDEVOFAREPERSALVAREQUELPOCODISENOCHEMIèRIMASTO?!?

Sono abbacchiata. E anche un po’ ferita nell’orgoglio nonché nell’autostima.

Dai cavoli, il mio partner mi tradirà alla prima crisi di coppia, avrò problemi di salute finché camperò, sarò precaria ad oltranza, non ho un ventilatore in camera né l’aria condizionata in casa (questo l’ho aggiunto adesso per aumentare il pathos), e il mio seno è sempre più piccolo!

L’unica cosa che ora può aiutarmi è il barattolo da 500gr di Nutella. Adios!

Angolo vuoto

Da quando la mia camera da letto è migrata in questo quartiere, non è poi cambiata molto. Le pareti sono bianche come erano prima, la cassettiera è sempre la stessa, e anche il letto a parte le lenzuola non è mutato di molto.

E ancora, l’angolo in fondo al letto, dove dovrei stendere i miei piedini stanchi, so che è riservato alla mia amica quattrozampe. A differenza di Jed, Frida difficilmente occupa zone “alte” – ovvero vicine alla mia faccia, preferisce i posti più riparati ed intimi, dai quali poter godere di una buona panoramica della stanza in modo da poter intervenire ogni volta che lo ritiene opportuno: scacciare un fantasma, acchiappare una mosca, nascondersi sotto al letto, riempirmi di slinguazzate.

Questo è il mio secondo giorno d’influenza, e l’influenza comporta – come diceva la mia nonna D – le tre L: Latte, Lana, Letto. E io seguo fedelmente queste regole, con l’aggiunta della mia personalissima quarta L: Laspirina. Eh beh, ci vuole anche quella. Da due giorni sono dunque sola e abbandonata quattrozampemente parlando, e l’angolino del letto in fondo a destra dei miei piedi è vuoto. Mi manca tanto la mia Fridina.

http://www.flickr.com/photos/mayswallow/7980486879/

ECCIU’.

Prima che mi dimentichi

Questa è una nuova mini-rubrica che ho deciso di inserire all’interno del mio blog super-awesome. Quando vedrò qualcosa di interessante, o mi verrà un’idea geniale che non posso tenere per me sennò svanirebbe, la scriverò qui!

Ho visto circa un mese su un giornale queste casette

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che in realtà ovviamente non sono casette ma sono dei piccoli armadi della casa danese di design Kast Van Een Huis. L’idea è partita dalla super mamma Marie-Louise Groot Kormelink, che per rendere più invitante la cameretta dei suoi pargoli (forse vivevano in una caverna umida e cupa, chissà!) ha ideato questi contenitori per giochi, abiti e quant’altro ispirandosi alle sagome delle tipiche case del nord-Europa, tra le quali spiccano per le loro particolari caratteristiche quelle di Amsterdam. I guardaroba sono di piccole dimensioni, nonostante il motto dal quale la ditta di design ha attinto il suo nome faccia riferimento ad “una casa enorme”!

Non sono meravigliosi? Io ho gli occhi a cuore.

 

 

Vigilia rumorosa

E’ vero che casa mia ha le pareti finissime, ma qui mi sembra di stare nel mezzo di un impianto audio stereofonico!

Ho passato tutta la magnifica giornata odierna a letto, devastata dal mal di testa e in preda al delirio da foto e otosensibilità, ogni luce mi sembrava una freccia negli occhi e ogni rumore sembrava più un richiamo tra orsi in amore che la voce di mia madre o di mio fratello.

Finalmente mi sono ripresa, all’aba della domenica – a proposito, buona Pasqua! – e ora il mio apparato uditivo deve rifarsi di tutti i suoni persi durante la giornata.

Di sopra il mio ragazzo credo stia trascinando cadaveri per casa, forse ha saputo che tengono pulito e fresco il pavimento in cotto.

Sul mio letto Frida si dedica alla zampicure – grazie tesoro mio!

In casa credo di avere un serpente a sonagli, perché ogni tanto sento swiiishhhhh… e in cucina una goccia d’acqua fa amicizia con la ciotola in alluminio nel secchiaio. Ma che carine!

Il mio vicino è appena rincasato, ho riconosciuto il suo passo a tratti irregolare. Anche Frida l’ha riconosciuto, perché ha alzato le orecchie prima di tornare alla zampicure.

Ad intervallare quest’ambientazione acustica da zoo safari è il mio stomaco affamato che brontola.

Marmo del bagno

Stamattina la prima cosa degna di nota per il mio sguardo è stato il pavimento del bagno della casa in montagna, dove spesso passo il week-end per rilassarmi, camminare, far correre i cani.

 

 

Il pavimento è interamente in marmo, io lo odio. Lo stesso tipo di pavimento nella medesima colorazione c’è nelle camere e in cucina, mentre il salone ha una nuaces più tendende al rosso. Io detesto questa pavimentazione perché:

1. ti cade qualcosa per terra? Stai certo che diventerà fossile prima che tu riesca a trovarlo.

2. avrai pulito questo lato della casa? chennesài, non si capisce nulla qui! sembra sempre o tutto sporco o tutto pulito!

3. dov’è finito lo scorpione che era qui un secondo fa? mimentizzato alla grande. inizia a fare testamento.

Stamattina, mentre ero seduta sul water, ho guardato giù. Nella trama del marmo, c’era una faccina.

Mi sorrideva.

Così non va.

In verità io stasera non avevo voglia di scrivere un post, e sinceramente un po’ mi scoccia imbrattare il mio rispettabilissimo e serissimo blog con righe inutili e vuote.

Stasera volevo solo mangiare una pizza in buona compagnia, sistemare gli alimenti sulle mensole della cucina appena montate (e sono una meraviglia… sono un genio dell’aredooooo), guardare Julie&Julia (solo a me sembra perennemente sbronza Maryl Streep in quel film???) e coccolare dolcemente 20 kili di pelo morbidissimo recante il nome Frida.

Stasera volevo stare in relax in buona compagnia.

Invece così non sarà, perché sono riuscita a diventare ombrosa e di cattivo umore.

Questo è il mio blog, il mio spazio personale, il luogo dove io non ho un nome reale né un luogo fisico definito.

Il luogo dove condivido con “sconosciuti” della rete pensieri, riflessioni, risate. Non dovrei sentirmi in colpa o giudicata per quello che scrivo qui sopra, no?

Se mi va di scrivere delle pareti rosse, lo faccio. Se mi va di raccontare una fiaba per bambini, lo faccio. Se mi va di criticare qualcosa che ho avuto modo di osservare, lo faccio. Punto e stop.

Odio la censura. Odio odio odio!!!