Cippi

Quest’estate siamo già a 5. O forse anche 6. Probabilmente sono anche di più, ma con il loro colorito mimetico con l’asfalto spesso è difficile vederli.

Stamattina ne ho trovato uno sul ciglio del marciapiede, ma io i pennuti non li tocco, li trovo meravigliosi ma le loro piume per me sono ancora tabù (come lo è anche il manto del cavallo, o la pelle del formichiere). E poi stavo con Frida, e fermarmi a controllare che il Cippi stesse bene equivaleva ad augurargli morte certa.

Che poi, forse ho fatto peggio facendo così.

Spinti dal desiderio di aiutare il pennutino, io e l’Orso Domestico l’abbiamo(ha) raccolto e portato a casa, perché lasciarlo lì, in mezzo ad un incrocio, non ci sembrava ottimale. Lui pigolava e la mamma lo chiamava girandogli intorno. E’ stato straziante. Per me. L’Orso Domestico invece mi canzonava perché solitamente provo sentimenti anche per i peluches.

Quando un passero ha già le piume e gli occhietti aperti e, come nel caso di Cippi, sa anche già saltellare ed abbozzare un voletto, è bene lasciarlo lì dove si trova, e non portarlo via.

Questo me l’ha detto pochi minuti fa un responsabile del Centro Recupero Animali in Difficoltà. Mi sono sentita la strega cattiva di Biancaneve!

Ora l’Orso Domestico sta riportando, su suggerimento dell’esperto, Cippi in un giardinetto vicino all’incrocio nel quale l’abbiamo trovato. Buon volo – speriamo – Cippino!