Del Dolore

“I dolori degli uomini sarebbero minori se essi − Dio sa perché siamo fatti così! − non si affaticassero con tanta forza di immaginazione a risuscitare i ricordi del male passato, piuttosto che sopportare un presente privo di cure.”

(Johann Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther, 1774)

 

Un dolore così forte, sordo, che toglie il respiro e fa ribollire il sangue nelle vene è segno che comunque, nonostante tutto, siamo ancora vivi.

 

Singolaria

“Non appena starete bene con voi stessi anche gli altri staranno bene con voi.”

Dopo tanti anni sto vivendo l’esperienza dell’essere single. E’ una condizione strana, a volta davvero disarmante. Sembra che tutte le mie certezze e sicurezze si siano frantumate in un crashdown di proporzioni bibliche, come un diluvio universale che ha invaso la mia sfera più profonda e dal quale nemmeno Noè può trarmi in salvo. Non è l’essere senza un compagno che mi scombussola, ma il non capire più qual è la mia direzione.

Il fatto è che da un po’ di tempo io non mi sento bene nei miei panni, a volte vorrei essere qualcun altro. Questo indubbiamente traspare, con conseguenze non sempre positive. Cerco di non piangermi addosso, di non diventare lagnosa o pesante, voglio superare questo momento lasciando dietro di me meno distruzione possibile, ma non sempre sorridere mi risulta facile e spontaneo.

Cammino tanto, mi faccio camminate chilometriche con la mia Frida (che non potrebbe essere più felice di tanto moto!) per sfogare le energie e per sgomberare la mente. Ci sono sere in cui uscire non mi tange, sto bene a casa o in solitaria a rilassarmi, altre in cu invece cerco disperatamente di evadere dalla gabbia in cui si trasforma la mia mente, mettendomi angoscia e tristezza. Ma non sempre il mio desiderio di fuga trova dei compagni d’avventura, degli amici disponibili.

Disse Diego Cugia, “La solitudine è uno spazio così vasto che, alle volte, si prova invidia per chi urta sempre contro i soliti, vecchi spigoli.”. Talvolta è così, mi domando se forse non sarebbe stato meglio evitare di prendere quella decisione difficile che ora mi ha portato qui: meglio certo, sbagliato ancor di più.

Ci sono passi che prima o poi dobbiamo compiere, cammini difficili che più si evitano più ardui risultano da intraprendere dopo tanto procrastinare. Ho deciso di vivere, di continuare da sola, di fare delle scelte egoistiche sperando che siano giuste.

E se così non fosse… si vedrà.

SI PUO’ FAREEE!!!

Doc, ti sto aspettando da anni, quando arriverai a prendermi con la tua Delorean?

Devo tornare all’anno 1974!

Tu conoscerai meglio di me i luoghi d’interesse dell’epoca. Ecco, portami in un cinema molto frequentato.

Già che hai tempo in abbondanza, al contrario di me, compra un biglietto per la proiezione del venerdì. Comprane 2, se vuoi venire con me.

Devo assolutamente prendere anche una bella botta in testa che mi faccia dimenticare ogni cosa, quindi vedi di provvedere anche a ciò.

Tutto pronto? Bene, sono impaziente di vedere, per la prima volta, al cinema, Frankenstein Junior!

Rimetta – a – posto – la – candela!