Furry Furry Blog

Non so come mi è saltato in mente di aprire un nuovo blog!

Tralatro ho fatto anche un piccolo pasticcio perché ora fatico a capirmi… uff!

Comunque: ho creato un nuovo blog, dedicato agli animali canidi e a chi come me ha questa passione per i quattrozampe.

Cari miciofili, cricettofili, ucellinofili, conigliettofili, cavallofili eccetera del mondo cibernetico, non sentitevi esclusi! Non vedo l’ora di sentire le vostre avventure/disavventure/pareri e quant’altro su questo blog a tutto pelo!

Bando alle ciance, correte a visitare il Furry Furry Blog!

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Che sintomi ha la professionalità?

Carissimi lettori, quanto segue è una sòla pazzesca.

Sono una ragazza giovane, una studentessa, e per molti aspetti mi ritengo una neofita nel mondo del lavoro. D’altronde, finché in mano non avrò quel piccolo pezzo di carta chiamato scottex laurea, c’è poco da fare: bisogna sapersi accontentare. E’ curioso però, vedere le mie compagne delle superiori che lavorano da diversi anni (da quando hanno finito la scuola) in aziende che mi hanno sempre scartata perché “priva di laurea o esperienza”. Ci resto male, ovviamente, ma penso che se certe strade mi vengono chiuse in partenza, forse è perché la mia strada è un’altra.

E così, a 24 anni suonati, mi sento un pochino persa. La laurea (triennale) fatica ad arrivare, complice un inizio tardivo (22 anni) e un percorso lavorativo che da anni ho deciso di affiancare a quello formativo, lasciando talvolta che prendesse il sopravvento. Oggi, a 24 anni suonati, posso mettere sul mio curriculum lavorativo delle esperienze interessanti, svolte in concomitanza con uno studio – ahimè, non sempre – regolare, alternate al contempo con quelli che io chiamo “lavoretti” ma che hanno per me un’elevatissima importanza a livello personale: le ripetizioni private e il dog sitting.

Il primo mi piace come lavoro extra, l’indole della maestrinasòtuttoio e la voglia di insegnare sono profondamente radicati in me. Una specie di sequoia.

Il secondo è nato da una passione, dallo studio del cane a livello storico, morfologico, caratteriale, strutturale. Non è che in realtà io ne sappia granché – in realtà invece sì – , di sicuro di più di chi differenzia i bubu tra cane piccolo e cane grosso – che morde o rompe abbaiando. Sono già un paio d’anni che esercito come dog sitter, non sempre è facile, ma di certo è divertente!!

Quando si diventa, seppur in piccolo, manager di sè stessi, è inevitabile arrivare ad un punto nel quale devi smettere di considerarti un servo e iniziare a dettare tu le regole, prendere in mano la situazione. Non si può soventemente applicare la filosofia de “il cliente ha sempre ragione”: perché mai? Fare la dog sitter non significa lavorare con le persone, ma con gli animali. Se loro tornano dalla passeggiata rilassati, stanchi morti e affamati, che cosa potrà esserci di meglio del loro giudizio tangibile? Sono trasparenti, limpidi, si fanno capire al volo. Non lo puoi fregare il cane come fai con un bambino promettendogli giochi o dolciumi – almeno non sempre – invece sì, sempre.

Ma qui arriva il bello, nonché la conclusione: che sintomi ha la professionalità? Fino a che punto è giusto assecondare il cliente? Se io mi ritengo una professionista e agisco con coscienza e testa, perché dovrei accettare attacchi alla mia professionalità e buona fede da un cliente perennemente insoddisfatto, rinunciando invece al cliente più equilibrato?

13:41 = B U I O

Non so dalla vostra finestra, ma dalla mia si affaccia nebbia, vento, cielo grigio, zero sole.

Sole, l’unico che avevo invitato nella mia giornata stamattina. Maledetto, me la pagherai, ci tenevo.

E poi oggi è il compleanno del Kekko (Auguri Kekkoooo!), che l’altro giorno mi ha fatto sentire sotto casa dall’altoparlante del cellulare, la nuova versione della canzone che ha scritto con il Marcuz (il duo si chiama “Anymore”), e mi spacca!

Anche Gigetto, che in quel momento era con me durante la sua passeggiata serale, ha gradito.

Great boys!

Io vado ad accendere la luce.