Voglia di viaggiare…

Nel 2013 ho fatto un tale pieno di viaggi che pensavo di non volerne più fare per almeno un anno.

Più che i viaggi in sé, a spossarmi sono state le ore di aereo accumulate e i fusi orari annessi e connessi.

Invece il 2014 è cominciato con un mini-tour del Belgio, in marzo, e adesso che siamo a giugno già bramo una nuova partenza.

Mi è venuta voglia di girare l’Italia, di riscoprirla, di tornare ad amarla… devo dire che buona parte di questo desiderio è scaturito da un bracciale.

tannoia skyline venezia bracciale

Sì, un gioiello, un accessorio, chiamatelo come preferite! Una bellissima skyline di Venezia racchiusa in una banda panoramica da portare sempre con sé. Lo trovo un souvenir poco turistico, raffinato e prezioso (è in argento 925 placcato oro satinato) e proprio per questo mi piace.

Chissà se il produttore (Luciano Tannoia Jewels, azienda tutta nostrana) ha in progetto altri tributi alla nostra bella Penisola!

collezione skyline tannoia gioielli venezia

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Saldi finiti, stipendio salvato

Le svendite qui al nord sono iniziati da pochissimo, ma la merce in saldo è poca e i prezzi sono allucinanti. Se voglio trovare qualcosa della mia taglia devo accorrere i primi giorni o rischio di non trovare più nulla. Questo è un messaggio per le donne normotaglia: inutile che invidiate noi pali informi per la magrezza, perché NOI ai saldi non troviamo mai la nostra misura!!! E in più, come già detto, siamo PALI INFORMI! Viva le curve, perdinci!

Quest’anno mi sono imposta di evitare i negozi carini low-cost come Zara, H&M e Stradivarius, dai quai di solito esco piena zeppa di shopper colme di magliette & Co. No, quest’anno ho deciso di optare per il cosìddetto “poco ma buono”, dato che ad ogni cambio di stagione mi ritrovo a dare in beneficenza o ai vicini con bimbi in crescita il malloppo di abiti acquistati la stagione precedente (non so la vostra lavatrice, ma la mia mi risucchia le taglie!!!). Per rendere l’idea, quest’anno ho praticamente svuotato l’armadio e mi sono ritrovata con 4 t-shirt (10, se contiamo quelle dei gruppi musicali IMMETTIBILI ma che non darò mai via), 2 abiti estivi, un paio di jeans e un paio di shorts.

Un po’ online, un po’ in negozietti di nicchia, ho fatto il mio shopping folle. Spesa minima, costo da capogiro. Ma cercherò di non pensarci. Anzi, ora che ci penso anche se non dovrei, tutto sommato se considero che queste cose mi dureranno una vita – spero – ho pure risparmiato! Sì, quest’ottica mi sconfinfera assai.

Dunque, nonostante questo non sia un blog di quelli fesciònvictim, stavolta vi cuccate le foto delle mie compere!

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Una cuffia per capelli di quelle SERIE (ogni volta mi bagno mezza testa durante la doccia), un beauty capiente e coi pois che rimpiazzano i buchi del mio beauty solito, un paio di ciabattine/infradito che sinceramente speravo fossero più comode. Questi sono gli acquisti che arrivano direttamente dall’UK, shop online di Cath Kidston. Poi, un bikini Bikini Lovers fiorelloso con le peonie (solo adesso scopro che forma hanno), un paio di cerchietti per tenere in ordine i ciuffi della mia chioma leonina, un braccialetto, una collana con un simbolo decisamente massonico, un paio di orecchini con la clip – avendo i lobi sensibbbili ho deciso di non stuzzicarli più con materiali ferracciosi. Ah, per le dame che hanno il mio stesso problema e per i messeri che amano indossare gli orecchini ma non hanno i fori, sappiate che da Stella Z sostituiscono con la clip le chiusure di quasi ogni tipo di orecchino!

 

nicethings,cathkidston

 

Un paio di pantaloncini Souvenir in tessuto svolazzoso e molto spiaggiastyle gialli (il mio colore preferito insieme al blu e al rosa) con decori neri, in alto da sinistra c’è una maglietta/camicetta in seta con una fantasia triangolosa, a seguire una camicetta grigio/tortora a maniche lunghe in cotone (entrambe di Nice Things trovate in un negozietto in centro in una viuzza un po’ imbucata), e infine una maglietta bianca a pois rossi presa dal sopraccitato sito di Cath Kidston.

Nicethings

 

Infine, una sciarpina in cotone di Nice Things in tinta con la camicetta descritta sopra.

Che dire, mi sento molto soddisfatta e un po’ economicamente allegerita, ma devo dire che con la tattica prima-metto-via-i-risparmi-poi-spendo non mi sento in preda all’ansia. Mi restano ancora soldi per il corso di sheepdog (durante il quale posso usare le magliette delle band eheh) e per le emergenze. Ben fatto!

Il Pelo

Ci ricopriva quasi totalmente, oggi siamo praticamente glabri.

Le donne si radono, e vabbé. Gli uomini pure, e unpomenovabbé.

Rasoi, cerette, epilazioni laser, tinte schiarenti. Ma perché???

Questa gabbia dalla pelle liscia chiamata estate già mi sta rompendo.

 

The end

Anche quest’anno la stagione lavorativa estiva è giunta al termine.

Diversamente dal solito, mi sono goduta molto poco l’estate, le uscite con i colleghi, le feste matte pazze sciamannate, la giovinezza. Quest’anno ho lavorato davvero come una scema forsennata, non mi sono fermata praticamente mai, e ora mi sento molto stanca.

Ma non c’è tempo!

Gli esami universitari chiamano a gran voce la mia presenza, e spero di riuscire ad essere all’altezza, anche se devo dire che un po’ mi sento demoralizzata. Quest’inverno terrò solo come lavoro le ripetizioni e i dog sitting, di più non posso – e non voglio – permettermi. Per tutto il resto, c’è la Frinzi!

Estate

Ogni estate mi ritrovo al solito punto.

Beh, non esattamente solito.

Diciamo che ogni estate ne combino una. Diciamo anche che Triquetra, guidata dalla curiosità, mi ha spinto a raccontarvi ifattaccimiei.

Ma andiamo per ordine.

Sarà il caldo, sarà il lavoro, sarà il pensiero per gli esami, ma a me questi tre mesi di sole spumeggiante mi fondono le cervella.

Ripercorriamo dunque le tappe salienti che hanno movimentato le mie ultime cinque estati, in ordine cronologico:

2008: la rondine decide di abbandonare il nido materno e paterno per sistemarsi in modo autonomo ed indipendente in una nuova dimora, da condividere con l’ex-miglioreamico.

2009: a causa di divergenze di opinioni, abitudini e gusti alimentari, abbandona l’appartamento che condivide con il suo ex-miglioreamico per andare a vivere in un appartamento tutto suo – e del suo ex-ragazzo.

2010: dopo qualche mese dalla rottura con l’ex-ragazzo, appare all’orizzonte l’attuale Orso Domestico. Non una persona qualunque, ma bensì il suo migliore amico, il compagnone che ogni ragazza vorrebbe avere come confidente e giullare di corte.

2011: il carattere impetuoso della rondine e l’indole spesso burbera ed impaziente dell’Orso Domestico si scontrano in una dura lotta che si concluderà con una resa da parte di entrambi, che segnerà la fine della loro storia. Che poi si scoprirà essere invece un time-out, ma lo sapranno solo quando il caldo stivo sarà passato.

2012: dopo tre anni e numerose peripezie delle quali si è già abbondantemente parlato nel precedenti post, la rondine lascia il tanto amato e vissuto appartamento per tornare al nido base.

E l’anno prossimo? Non si sa. Ma spero di potervi aggiornare con news meno rocambolesche.

Scatole

Sono rientrata adesso dal lavoro.

Un freddo, acci!

Meglio non lamentarmi troppo, in fin dei conti meglio un venticello freddo che un gelo pazzesco che in piena estate mi veste con canottiera magliaamanichelunghenera polodellaamanichecorteblupuffo maglioncinodicotonebluonero felpascurailcolorel’èstess giaccaaventoscurapossibilmente scarpedaginnasticascure calziniarighepoismonocromo collantscuri pantacollantneri gonnainfrescolanabluscura.

Due di questi indumenti sono forniti dall’azienda. Ma quali? Ciao Lettore, voglio fare un gioco con te.

E le scatole. Scatoloni scatolette scatoline in cartone in plastica in legno. Anche a rete, se vi va.

Quattro anni d’indipendenza in scatola. Al supermercato manco li vendono – dove andremo a finire? Eh, non ci sono più le mezze stagioni – Eh.

AGGIORNAMENTO DEL POST!

Hagane è una guastafeste: ha indovinato in una notte quello che voi mortali non indovinereste mai. Ora posso mettere una foto che giustifica la sua vittoria. Vi prego di non diffondere quest’immagine esclusiva soprattutto per non violare la privacy dei meravigliosi modelli.

Cippi

Quest’estate siamo già a 5. O forse anche 6. Probabilmente sono anche di più, ma con il loro colorito mimetico con l’asfalto spesso è difficile vederli.

Stamattina ne ho trovato uno sul ciglio del marciapiede, ma io i pennuti non li tocco, li trovo meravigliosi ma le loro piume per me sono ancora tabù (come lo è anche il manto del cavallo, o la pelle del formichiere). E poi stavo con Frida, e fermarmi a controllare che il Cippi stesse bene equivaleva ad augurargli morte certa.

Che poi, forse ho fatto peggio facendo così.

Spinti dal desiderio di aiutare il pennutino, io e l’Orso Domestico l’abbiamo(ha) raccolto e portato a casa, perché lasciarlo lì, in mezzo ad un incrocio, non ci sembrava ottimale. Lui pigolava e la mamma lo chiamava girandogli intorno. E’ stato straziante. Per me. L’Orso Domestico invece mi canzonava perché solitamente provo sentimenti anche per i peluches.

Quando un passero ha già le piume e gli occhietti aperti e, come nel caso di Cippi, sa anche già saltellare ed abbozzare un voletto, è bene lasciarlo lì dove si trova, e non portarlo via.

Questo me l’ha detto pochi minuti fa un responsabile del Centro Recupero Animali in Difficoltà. Mi sono sentita la strega cattiva di Biancaneve!

Ora l’Orso Domestico sta riportando, su suggerimento dell’esperto, Cippi in un giardinetto vicino all’incrocio nel quale l’abbiamo trovato. Buon volo – speriamo – Cippino!