Meraviglie matematiche

Circa un anno fa mi sono dedicata alla creazione di un piccolo mobile per il bagno destinato ad ospitare le bottiglie di detersivo e simili. Per realizzarlo ho utilizzato un cassetto che ho tappezzato di ritagli di giornale. E’ molto divertente, perché ogni volta che mi siedo sul wc non posso fare a meno di osservare ogni ritaglio e ogni volta trovo dettagli nuovi.

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Il pezzo delcollage che più mi affascina è quello proprio dietro il flacone di candeggina profumata, che non ho più utilizzato da quando mi ha fatto diventare rossi dei cuscini che erano blu.

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A forza di avere sott’occhio questo disegno, mi sono decisa a fare una ricerca per approfondire le sue origini e utilizzi. E così è nato il pezzo che è stato pubblicato il 10 gennaio sul blog di Maurizio Marcato (www.mauriziomarcato.com) e che ora propongo a voi!

La strabiliante favola di Alice prende vita dalla penna dello scrittore inglese Lewis Carroll, ovvero dal reverendo nonché matematico Charles Lutwidge Dodgson.

Nata come una favola in quattro capitoli inventata durante una gita in barca e poi trasformatasi in una leggendaria opera letteraria, Alice’s Adventures in Wonderland (questo il titolo originale) è in realtà un sublime ed intricato gioco di logica,  fatto di vari giochi diparole ed enigmi matematici che lasciano trasparire la vera passione dello scrittore per numeri e formule celati da filastrocche e canzoncine.

Non è quindi un caso che l’opera di Carroll abbia attirato non solo l’attenzione di giovani lettori maanche quella di matematici come il suo contemporaneo Sam Loyd, statunitense scacchista e creatore di enigmi. Egli è infatti l’autore del celebre disegno che raffigura il palindromo inserito da Carroll nella favola, ovvero la frase che Alice esclama quando incontra il gatto dello Cheshire (a noi italiani meglio noto come Stregatto): “Was it a cat I saw?”. Il palindromo racchiuso nell’illustrazione è a dir poco prodigioso, infatti può essere variato molte volte:Was it a rat, I saw? Was it a bat, I saw?

Sebbene l’illustrazione compaia solo in poche edizioni del libro, questo non le ha impedito di diventare un simbolo del mondo onirico e wonderful di Alice.

Che dire? Dal bagno alla matematica, non male 🙂

p.s.: quanto è odiosa questa nuova interfaccia di wordpress??? istinti omicidi mi assalgono…

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Regali di Natale

Questo Natale sulla bocca di tutti c’era la Crisi.

“C’è crisi, risparmiamo sugli addobbi”, “La crisi è qui, il cenone sarà meno one quest’anno.”, “Dobbiamo rinunciare ai regali, sai per la crisi”. Questa maledetta ha un po’ rovinato lo spirito natalizio, o quantomeno gli ha aggiunto dell’inutile pressione che serve solo a far perdere la calma e la lucidità, inducendo noi poveri terrestri ormai abituati agli agi e alle comodità a non andare oltre ciò che ci viene servito pronto all’uso.

Quest’anno ho fatto i migliori regali di sempre. Certo, lo avevo detto anche l’anno scorso, ma quest’anno I’m very proud of me!

Dunque, tutti abbiamo un cellulare, e in tanti comprano una custodia per proteggerlo, magari al costo di 10, 15€. Io le custodie quest’anno le ho regalate. Gratis. Le ho fatte io, tutte diverse, tutte personalizzate, tutte interamente cucite a mano ed assolutamente tutte low cost!

Custodia per Iphone o simili

Custodia per Iphone o simili

Dopo aver allevato la colonia di calli sulle mie dita doloranti ed aver completato i regali in lana cotta, feltro e pannolenci, con l’aiuto del mio mitico Bro ho creato il regalo per l’Orso Domestico! Avevo avuto l’idea già ad ottobre, e solo cercando metodi fai da te per realizzarla in casa ho scoperto che questo oggetto già esisteva e non solo, veniva venduto a prezzi non inferiori ai 120€!!

Giammai. Non comprerò un regalo che posso benissimo fare da sola! Un conto è l’agendina con la fodera in pelle lavorata, un conto è la lampada-cavalletto!

Ingredienti:

– un cavalletto per macchina fotografica (non serve di qualità eccelsa).

– un cavo elettrico, un interruttore, una presa elettrica, un porta lampadina.

– una lampadina a risparmio energetico del colore che preferite. Io ho optato per il rosso.

– paralume della grandezza, forma e colore che più vi aggrada. Il mio è nero.

– cacciavite, viti, fuoco.

Lampada-Cavalletto

Lampada-Cavalletto

Grazie all’estensione del cavalletto, è possibile utilizzare la lampada sia come accessorio da tavolo che da terra, allungando semplicemente le lunghe gambe metalliche da giraffa cibernetica. E’ divertente poi reindirizzare il fascio luminoso a proprio piacimento sfruttando la leva apposita. La luce rossa poi le conferisce un tocco di mistero ed atmosfera che nella casa dell’Orso Domestico sta d’incanto!

Sono stata brava? Ditemi di sì 🙂

Shabby Chic – l’epilogo!

Il 6 agosto avevo angosciato il popolo wordpressiano con i miei atroci e dilanianti dubbi a proposito di un vecchio armadio che volevo rimettere in sesto e portare nella mia attuale camera da letto.

Ebbene, sebbene bebbene e asdhubbene, ormai è un mese che questa magnifica storia ha trovato una conclusione, e devo rincuorare tutti sul fatto che l’armadio, nonostante il suo essere “il condor dei mobili” grazie alla sua apertura a(nta)lare è entrato senza fatica nella sua nuova dimora, e che per trasportarlo abbiamo infine noleggiato un furgoncino che ci è servito al contempo per disfarci di tutto il mio per ora inutile mobilio che adesso è in granaio a fare la siesta.

Con questo post voglio ORGOGLIOSAMENTE mostrarvi tutte le fasi della rinascita di questo armadio.

FASE 1: come si intravede da questo mirabile scatto ai danni della sottoscritta, l’armadio nella sua forma originaria è di color legno scuro, ed è privo di fronzoli e altre meengyate varie. Un vero “duro” della categoria!

FASE 2: Al “duro” degli armadi abbiamo aggiunto (più l’Orso Domestico che io …) le cornici sulle ante e sul top. Inoltre abbiamo stuccato e sistemato parecchie imperfezioni, aggiunto viti e tanta colla vinilica. Mucciaccia sarebbe orgoglioso di noi.

FASE 4: E’ ora di iniziare a spennellare! L’Orso Domestico è un mini-LeonardoDaVinci, e s’inventa sempre tante cosette pressoché inutili (scherzo… ma solo se mi stai leggendo), ecco quindi la sua super creazione che ci ha facilitato non poco il lavoro – e qui non sto più scherzando.

FASE 5: Dopo aver grattugiato mister wardrobe ed aver somministrato ai nostri nemici gli spaghetti alla bottarga che al posto del pan grattato avevano voi-immaginate-cosa, abbiamo dato 2 mani di cementite bianca a base d’acqua, l’ideale se dipingi in una semi-bat-caverna e non vuoi morire soffocato dagli odori tossici.

FASE 6: E’ ora di dare il colore! In un colorificio di periferia che mi aveva consigliato mio zio – che in verità fa anche il pittore – mi sono fatta preparare le 2 tonalità che mi servivano. Le cornici sulle ante e il loro interno avrebbero avuto un colore – che sarebbe stato il medesimo anche all’interno dell’armadio – mentre il resto dell’esterno sarebbe stato di una nuances (!?!) diversa. Così, finché io mi diverti vo a fingere di saper mettere lo scotch carta per delineare le zone dai colori differenti, l’Orso Domestico si è votato al making of the colour!

FASE 7: Dopo aver dato 2 mani di colore e 2 mani di flatting (vernice protettiva) trasparente, abbiamo atteso un paio di settimane prima di caricarlo sul furgoncino e portarlo in camera mia. Uno volta sistemato nella location adatta, ho rivestito l’interno dei due cassetti e i ripiani pre-esistenti con una carta simile a quella coi gigli di Firenze (avete presente?).

E ora, una volta finita quest’avventura restaurosa, sono orgogliosa di mostrarvi una foto che non è perfetta (merito di Panorama Maker che unisce le foto un po’ alla cassius) ma che mostra il nostro capolavoro!

VI PIACE?