Vous parlez trés vite! – parte 2

Lo sapevate che senza andare Oltreoceano è possibile vedere la statua della libertà in versione ridotta e la fiamma della statua della libertà in dimensioni reali? Beh naturalmente sto parlando di riproduzioni, che anziché affacciarsi sull’Hudson sono sulla Senna.

Non è certo la fotografia tipica che uno desidera portarsi a casa di Parigi, ma si può comunque passarci davanti, darci un’occhiata veloce, e poi dirigersi al Musée Quai Branly, la cui facciata è rigogliosa – nel senso che è interamente rivestita da piante! Non è il solito museo d’arte occidentale, anzi lì dentro non la trovate proprio… ospita infatti le arti indigene di Oceania, Africa, Americhe, Asia. Ve lo consiglio! E poi non distante c’è lei, l’acciaiosa Torre Eiffel.

torre eiffel

Vederla dal vivo è stato emozionante, e salirci ancora di più. Naturalmente io, che sono impaziente di natura e quindi odio le code, ho optato per gli scalini, saltando la ressa accalcata per prendere l’ascensore. Opposta alla Torre, sempre nel Campo Marzo, si trova il muro della pace, del quale non ho foto sul computer quindi non posso postarvi nulla di originale, ma rubo da internet per voi:

muro della pace

Sono rimasta a contemplare questi 290 metri di magia fino a sera, per vederla illuminarsi grazie alle 20.000 lampadine su di essa installate.

Ma in tutto questo vagabondare, alle persone normali, scappa. So che non è né carino né igienico parlare di bisogni sul blog, ma credo sia importante sapere che esistono i bagni pubblici, che sono gratuiti, e che sono anche divertenti, perché ti parlano tutto il tempo per spiegarti le istruzioni del bagno (interamente automatico), mentre tu ti aspetti da un momento all’altro che ti spieghino anche come sbottonarti i pantaloni!

toilet pubblica parigi

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La vita di Parigi è molto intensa, vivace e caotica. Per una come me, che viene da una piccola città, staccare dal casino può diventare necessario per salvaguardare mente e portafogli! La prima gita fuori porta che mi sono concessa mi ha portata a Giverny, dove ha vissuto Claude Monet e dove è ancora possibile vedere il bellissimo Giardino Giapponese con le ninfee che hanno ispirato molti dei suoi dipinti.

giverny

Se non si ha il tempo di prendere il treno e partire, si può optare per uno dei numerosi giardini di Parigi, come i Jardin du Luxembourg o Jardin de Plantes, immensi e curati. Un’altra alternativa per coniugare relax e turismo è sicuramente il Marché aux Fleurs che si trova sull’Ile de la Cité. Questo mercato la mattina dei fine settimana è invaso da gabbie di uccellini e roditori di ogni genere (dal gallo al cocorito, dal furetto al topolino), mentre negli altri giorni si trovano soltanto piante, tutte curate ed esposte con grazia ed armonia, come se fossero in vetrina.

Sempre sull’Ile de la Cité si trova il Palazzo di Giustizia, all’interno del quale sono locate Sainte-Chapelle e Consiergerie – queste ultime erano le antiche carceri della città. Non distante troverete la strafamosa Notre Dame! Mi ha un po’ delusa devo dire, me l’aspettavo più bella e luminosa.

Alla Sainte-Chapelle invece… quasi perdevo le staffe! Era scritto che i giovani europei fino ai 25 anni potevano entrare gratis, ed io rientro nella categoria. Mi avvicino alla casa e mostro la fotocopia della carta d’identità, che avevo sempre usato fino a quel giorno per avere le riduzioni (infatti in quasi tutti i musei sono entrata gratis o ad un prezzo ridotto). La signora della cassa mi guarda e, armata di lente d’ingrandimento, spulcia ogni angolo della fotocopia del documento prima di dirmi “della fotocopia non me ne faccio nulla!”. Al che, un po’ stizzita, le porgo il libretto universitario (originale), sul quale è riportata la stessa foto della carta d’identità nonché i miei dati personali. Sempre con fare sherlockholmesco esamina il libretto per poi esclamare “beh, e che dovrei farmene io di una foto?”… il mio livello di autocontrollo si stava lentamente esaurendo. Porgo infine alla signora il codice fiscale, nel quale sono riportati ANCORA UNA VOLTA i miei dati personali: stesso procedimento, il documento viene esaminato certosinamente prima di ottenere la risposta “spiacente, che me ne faccio di un documento senza foto?”. La signora quel giorno voleva chiaramente morire tra enormi atrocità inferte dalla sottoscritta.

Furente e incavolata, mi sono data allo shopping!

Continua…

Indispensabili Invisibili

Capita spesso di dover definire le proprie priorità nella vita, specialmente per quanto riguarda la quotidianità. Spesso a questa necessità è accompagnata una pausa di riflessione, un viaggio in India, una capatina dallo strizzabrain.

Ma quali sono le cose davvero indispensabili nella vita? Quelle piccole cose delle quali non potremmo fare a meno? Quelle alle quali non pensiamo mai se non quando ci accorgiamo di non averle più a disposizione? Quelle che, immancabilmente, non rientrano nella top ten delle priorità?

Stasera, mentre i pedali della mia bici mi pedalavano fino a casa, percorrendo il lungadige ho riflettuto molto. E, dopo essere rientrata a casa ed aver modo di riflettere profondamente durante la passeggiata con Frida, ho deciso di stilare la mia personale classifica degli

Indispensabili Invisibili

1. Il rotolo di scorta di carta igienica in bagno. – Terribile trovarsi senza proprio sul più bello!

2. L’accappatoio a portata di doccia/vasca. – Soprattutto in inverno, non è carino correre bagnati e nudi per casa alla disperata ricerca di qualcosa per asciugarsi.

3. La zip dei pantaloni in buono stato. – Imbarazzante quando si abbassa (specie in pubblico) e spaventosa quando non vuole proprio saperne di scendere, magari durante un urgenza fisiologica.

4. Lo spazzolino da denti. – Certamente non è così difficile reperirne uno ma per chi come me, non va a dormire sereno se non ha dato la buona notte dentifriciosa alle proprie zanne la sua mancanza è una vera tragggedia!

5. L’acqua sempre a disposizione. – Che sia un bene di prima necessità è risaputo, pochi però si ricordano di portarne sempre una piccola scorta con sé, autobbligandosi a comprarne una bottiglietta alla prima occasione.

6. L’elastico per capelli. – Ovviamente, questo vale per me e per tutti coloro dotati di una lunga chioma corposa e voluminosa. Possibilmente ribelle e talvolta fastidiosa.

7. Lampadine di scorta/torcia elettrica a portata nell’ingresso di casa. – Immaginate di rientrare e trovare buio. Premere l’interruttore e non vedere cambiare il risultato in alcun modo. E, possibilmente, di non ricordare dove si ha posizionato la trappola per topi (quest’esempio lo ammetto è un tantino pittoresco, ma rende l’idea).

8. Il Sapone! – Il grande alleato contro sporco, germi, microbi, odore, vicini di casa rumorosi. Nell’ultimo caso, meglio munirsi di grossi mattoni di sapone di marsiglia, ottimi sostituti a pietre e strilla.

9. I cracker. – Salati o non, sono i miei migliori amici durante gli attacchi di fame a qualsiasi ora, nonché indispensabili nutritori di stomachi irritati o di semplici nausee. Meglio metterli sempre nel carrello della spesa.

10. Ultimi ma non ultimi, i sorrisi. – Ne basta uno, piccolo ma sincero, per migliorare qualsiasi situazione. Sorridere fa bene a chi lo fa (è meglio di un lifting, dicono) e a chi lo riceve.

 

Questa è la mia personalissima classifica degli Indispensabili Invisibili. Naturalmente, spero di poter ricevere risposte, e-mail o raccomandate contenenti le vostre graduatorie!

Cippi

Quest’estate siamo già a 5. O forse anche 6. Probabilmente sono anche di più, ma con il loro colorito mimetico con l’asfalto spesso è difficile vederli.

Stamattina ne ho trovato uno sul ciglio del marciapiede, ma io i pennuti non li tocco, li trovo meravigliosi ma le loro piume per me sono ancora tabù (come lo è anche il manto del cavallo, o la pelle del formichiere). E poi stavo con Frida, e fermarmi a controllare che il Cippi stesse bene equivaleva ad augurargli morte certa.

Che poi, forse ho fatto peggio facendo così.

Spinti dal desiderio di aiutare il pennutino, io e l’Orso Domestico l’abbiamo(ha) raccolto e portato a casa, perché lasciarlo lì, in mezzo ad un incrocio, non ci sembrava ottimale. Lui pigolava e la mamma lo chiamava girandogli intorno. E’ stato straziante. Per me. L’Orso Domestico invece mi canzonava perché solitamente provo sentimenti anche per i peluches.

Quando un passero ha già le piume e gli occhietti aperti e, come nel caso di Cippi, sa anche già saltellare ed abbozzare un voletto, è bene lasciarlo lì dove si trova, e non portarlo via.

Questo me l’ha detto pochi minuti fa un responsabile del Centro Recupero Animali in Difficoltà. Mi sono sentita la strega cattiva di Biancaneve!

Ora l’Orso Domestico sta riportando, su suggerimento dell’esperto, Cippi in un giardinetto vicino all’incrocio nel quale l’abbiamo trovato. Buon volo – speriamo – Cippino!