Voglia di viaggiare…

Nel 2013 ho fatto un tale pieno di viaggi che pensavo di non volerne più fare per almeno un anno.

Più che i viaggi in sé, a spossarmi sono state le ore di aereo accumulate e i fusi orari annessi e connessi.

Invece il 2014 è cominciato con un mini-tour del Belgio, in marzo, e adesso che siamo a giugno già bramo una nuova partenza.

Mi è venuta voglia di girare l’Italia, di riscoprirla, di tornare ad amarla… devo dire che buona parte di questo desiderio è scaturito da un bracciale.

tannoia skyline venezia bracciale

Sì, un gioiello, un accessorio, chiamatelo come preferite! Una bellissima skyline di Venezia racchiusa in una banda panoramica da portare sempre con sé. Lo trovo un souvenir poco turistico, raffinato e prezioso (è in argento 925 placcato oro satinato) e proprio per questo mi piace.

Chissà se il produttore (Luciano Tannoia Jewels, azienda tutta nostrana) ha in progetto altri tributi alla nostra bella Penisola!

collezione skyline tannoia gioielli venezia

Il nettare di Giulietta… altro che veleno!

Pochi giorni fa io e la mia collega Silvia siamo andate a fare una bella passeggiata lavorativa nella nostra città, Verona.

Nonostante i continui cambi di tempetura, si può dire che la primavera sia ormai alle porte… e i turisti hanno già invaso le piccole strade del nostro centro storico.

Come non fare una capatina, da brave veronesi, alla Casa di Giulietta? E’ uno di quei posti famosi in tutto il mondo, che attira una marea di curiosi e romantici, ma che noi del posto frequentiamo poco. L’occasione ci ha fatte mettere in fila e da brave persone civili abbiamo percorso il corridoio ricco di scritte e frasi d’amore, fino ad arrivare alla famosa statua in bronzo, sistemata proprio sotto all’ancor più celebre balcone. La foto ricordo per eccellenza si compone accostandosi a Giulietta, posarle delicatamente una mano sulla tetta (perché sì, noi la chiamiamo comunemente tetta e mai seno o petto… siamo fatti così!) e sorridere 🙂

vino_verona_giulietta

Mentre immortalavo Silvia nella classica posa del turista shakespeariano, pensavo alla triste vicenda di ‘sti due poveri giovani che si sono suicidati a causa del loro amore impossibile… pensa se Giulietta, al posto di Frate Lorenzo, avesse conosciuto Silvia (Baratella – enologa)… credo che le cose sarebbero andate diversamente. Se invece che prendere il veleno le fosse stata suggerita una bella bevuta, magari proprio in compagnia del baldo Romeo… altro che suicidio, sarebbe stata una festa!

Ebbene sì, perché la ragione di questa nostra “gita fuori ufficio” era proprio la promozione delle degustazioni che vengono organizzate nella nostra azienda, la Cantina Giovanni Ederle, e che vengono curate giustappunto da Silvia. Si comincia da una gita in campagna, dove si scoprono le nostre vigne e si conoscono i nostri animali, per poi assettati ed affamati sedersi sulla terrazza che guarda Verona dall’alto e, con calma e serenità, assaggiare cinque dei nostri vini (tutti biologici!), concludendo la degustazione in bellezza sorseggiando il nostro immancabile ed inimitabile Amarone annata 2009.

giulietta degustazione

Verona può offrire davvero molto a chi viene a visitarla: storia, arte, eventi, escursioni, gastronomia, e anche buon vino!

Non capita spesso che io riesca a scrivere un post patriottico come questo – e anche un po’ pubblicitario, diciamola tutta! – ma se ci sono riuscita è perché inizio a vedere un cambiamento positivo nella nostra città, spero che voi che leggete (grazie!) possiate passare da queste parti e magari, prima di andare all’opera (manca ormai poco all’inizio della stagione lirica), facciate un salto sulla “nostra” collina a conoscerci 🙂

La grande Bellezza dei luoghi comuni

I miei due amici Jessica e Michael in dicembre mi suggerirono, in presenza del mio amico Thiago in visita dal Brasile, di guardare “La grande Bellezza”, che a loro avviso era uno dei migliori film dell’anno.

Non sono riuscita a farlo vedere a Thiago e chissà quanto deve avermi odiata quando, pochi giorni fa, il film in questione ha addirittura preso un oscar.

Io quel film poi l’ho guardato. E sono letteralmente rimasta senza parole.

Una carrellata di luoghi comuni vengono presentati sequenza dopo sequenza e io incuriosita mi domandavo quando avrei capito il senso di queste lunghissime interminabilissime banalità.

Passi la questione femminile, con personaggi ridicolizzati fino al punto di sfoderare l’ormai banale cliché della bella donna che ha fatto carriera solo perché si faceva il capo del partito – poi divenuto naturalmente suo marito.

Passi la Ferillona nazionale, ormai passata alla vita sedentaria su divani di alta qualità che nel film interpreta, tanto per cambiare, la verace coatta ignorantotta che riesce a catturare l’animo più intimo del protagonista – per poi ovviamente morire di una rara malattia.

Passi la capa nana del Gep, che ha scalato la piramide sociale perché sicuramente piena di doti e capacità, dato il suo evidente scompenso fisico (ma per piacereeeeeeeeee….).

Passi la scena dell’artista intellettualoide che non è in grado di rispondere alle domande di un giornalista esperto e scafato – probabilmente proprio in quanto uomo – e che ha una crisi di nervi quando viene messa alle strette. P a t e t i c a.

Passi il personaggio del cardinale interessato più ai piaceri della gola che alle questioni sociali. In totale antitesi con la vecchia suora decrepita che apre bocca solo per emettere suoni agghiaccianti e per ipnotizzare uccelli. Mah.

Passi il figlio gravemente depresso della signorotta borghese che per quanto preoccupata non rinuncia alle serate mondane. Passi anche la totale noncuranza di Gep nei confronti della questione.

Passi la scena del botox, somministrato indistintamente  a ricconi e clerici in un luogo che si adatterebbe perfettamente ad una pellicola alla “Eyes wide shut”.

Passi tutto, il clima macabro e inquietante che aleggia per tutto il film, i dialoghi spesso paccosi e noiosi, le scene lunghissime di balli di gruppo con immagini del devasto post-party. Se questa è la formula vincente per riportare la statuetta in Italia, ben venga.

A me, comunque, il film di Sorrentino non è piaciuto per niente.

(scusami TADS)