Per chi ancora non li conoscesse

Ormai vi ho fatto una testa tanta sui miei pelosi, compaiono sovente nei miei post ed è risaputo che da quando convivo coi quattrozampe ho avuto più gioie che dolori.

Dopo sporadiche foto decisamente artistiche – tzè, le ho fatte io – ecco finalmente il post da guardare e riguardare all’inifinito, per interminabili momenti di assoluta dolcezza.

Jed, il mio amato tontolone puzzoso

australian sheperd mix

Frida fa una dimostrazione spiegando le principali norme di sicurezza sulla strada

Border collie car safety belt

border collie

Jed si assicura che, anche con il ventilatore accesso, riceviamo la stessa dose di caldo di quando è spento.

australian sheperd mix

Frida punta il suo giocattolino sgneeechegnoso, che le ho spostato in alto per provare a dormire

Border collie

Frida disprezza le cucce e i luoghi spaziosi in casa: sfatiamo il mito che per tenere un cane serve un giardino!

border collie sleeping

Giorno di Pasqua: Frida mi da il buongiorno comodamente svaccata sulle mie gambe.

border collie bed

Jed e Frida mi implorano di farli salire sul divano. Che leccac…

Border collie Australian Sheperd mix

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Toby

Caro amico mio,

Ieri sera nella mia “nuova” casa faceva caldissimo. Io e Frida pensavamo di morire. Irene è rientrata all’alba e ci ha stretti fortissimo, non ho capito il perché all’inizio. Poi mi sono addormentato e ho iniziato a sognare.

Quando sogno torno spesso nella “nostra” campagna, il posto dove ho vissuto per un anno con te e gli altri nostri amici, dove mi hai insegnato a radunare le mucche (in effetti, io sono sempre stato una schiappa), e dove ci lanciavamo in pazze scorribande.

Ma, ogni volta, nei miei sogni tu non c’eri. Ritrovavo altri amici, e giocavamo e correvamo e ci rotolavamo nel fango, ma sebbene io ti cercassi non riuscivo a trovarti.

Fino a stanotte. E’ stato bello rivederti, avere nuovamente un assaggio della tua folle vitalità ma anche ritrovare un amico che sa il fatto suo, e che non esita a farsi valere se necessario. Oh sì, tu mi mettevi proprio in riga! Ma hai visto come sono diventato bravo adesso? Ora non litigheremo più.

Ora non dovrai più preoccuparti del caldo, so che lì ai piani alti potete permettervi il condizionatore.

Ci ritroveremo ogni volta che lo vorrai, nei miei sogni.

Jed.

Zampa

Oggi all’area cani Frida ha litigato con una labrador per colpa della pallina. Entrambe le contendenti miravano alla supremazia sull’oggetto, e per decidere i confini della proprietà sono scese in campo a suo di mani. Ops, di denti.

Frida la conosco, è una stronzetta quando vuole. Non attacca mai briga con nessuno, ci prova magari, ma se la situazione diventa troppo hot lascia perdere.

Ma la labrador di oggi no. Lei non lascia correre i soprusi a danno delle palline degli altri cani. Lei non tollera i ganzeggiamenti della prima borderina isterica e fissata che passa. Lei Ha attaccato Frida, che si è data alla fuga.

Poi le è balzata addosso, l’ha fatta rotolare a terra. Frida ha cainato. La labrador le è saltata di nuovo addosso. Frida ha provato a scappare ma la labrador l’ha riacciuffata altre tre volte.

Io non riuscivo a camminare grazie alla mia maledetta tendinite, e la padrona della labrador era impietrita.

Ma all’improvviso, arriva Jed il supereroe! Come vede la sua migliore amica in difficoltà, si mette in mezzo per cercare di aiutarla – invano. Jed è un po’ come Rat Man. Solo grazie al MIO eroe – Piccettino nei confronti di Jed – la situazione è stata superata senza morti né feriti.

Ma io, la povera principessa tendinitizzata, ero al contempo terrorizzata e tremolante. Solo una cosa poteva consolare il mio pianto: la zampina dolce di Jed sulla mia gamba.

E il suo fetido alito da pantegana putrefatta.

E sotto l’albero una bella… cacchina!

Manca un mese a Natale, ma già si vedono le prime decorazioni in stile fiocco di neve. Non è mai troppo presto per pensare ai regali da mettere sotto l’albero, e ogni anno a Dicembre c’è un regalo che non sembra passare di moda: il cucciolo.

Avete figli piccoli che rompono e stressano giorno e notte per avere un batuffolo da coccolare ora che inizia il freddo?

Vi è morto da poco l’amico più fedele e state meditando se “rimpiazzarlo” con un nuovo arrivato?

Vi siete sempre chiesti come sarebbe avere un peloso che zampetta per casa?

Beh,  se vi capita di farvi almeno una di queste domande, la risposta è NO!

NO,  a chi cede a capricci e piagnistei dei bimbi, desiderosi di avere un amico giocherellone e dolce da coccolare e con cui combinare danni, pensando di fare un bel gesto in modo che il bimbo possa crescere con il cane. Perché quel batuffolo a quattrozampe crescerà più in fretta di quanto cresceranno i vostri figli, e in 3 anni sarà un cane adulto, con la possibilità che perda la pazienza e la voglia di sopportare i tironi, pizzicotti, scherzi di un bambino. Il cucciolo diventerà presto un cane a tutti gli effetti, con bisogni specifici e necessità quotidiane. Se non si è davvero convinti di volersi prendere questa responsabilitò, regalate la Wii per Natale ai vostri figli.

NO se state ancora piangendo il migliore amico che una persona possa avere, l’amico silenzioso e così diverso da noi, da completarci sotto ogni aspetto. Rimpiazzarlo non è un gesto giusto, è un gesto egoistico. Bisogna superare il dolore della perdita, prima di essere pronti a donare nuovo affetto e nuove discipline al nuovo amico peloso, solo così sarete in grado di stipulare un legame unico e genuino, che vi accompagnerà in momenti indimenticabili per un’altra, seppur breve, tratta della vostra vita a sei zampe.

NO se non avete la minima idea di cosa voglia dire tenere un animale in casa. O in giardino. Il cane è un animale sociale, ha bisogno dell’uomo per essere felice e per diventare obbediente ed equilibrato. Non è giusto relegarlo in casa o in un lenzuolo verde, perché lui vivrebbe entrambi le sansazioni come noi vivremmo la clausura. Quindi prima di prendere qualsiasi tipo di cane, di qualsiasi taglia e carattere, bisogna chiedersi se noi saremmo disposti a non vedere mai le altre persone, a non viaggiare, camminare, fare sport, leggere riviste… un cane deve essere portato a spasso tutti  i giorni, la passeggiata insieme a noi è per lui l’equivalente delle attività umane soprascritte.

Se avete già considerato questi aspetti e state ancora leggendo, allora SI, prendete un cane, ed entrate a far parte di un club meraviglioso ed esclusivo, dove il ricco incontra il povero, il giovane l’anziano, l’ateo il religioso. Non conta più che persona siete, se amate gli animali siete sicuramente delle brave persone, e potete entrare nel gruppo di Pongo e Peggy. In caso contrario, non comprate un cucciolo che regalerete al canile o alla strada quando vi accorgerete che non è più solo bello da vedere e coccolare.

Io ho fatto parte di tutte e tre le categorie che ho descritto sopra. Solo i miei genitori sanno quanto ho pestato i piedi e pianto per avere un cane. Ho iniziato a 6 anni, credo, e ho continuato fino ai 21. In quell’arco di tempo ho collezionato riviste, enciclopedie, manuali veterinari, miniature, poster, peluches, dedicati ai cani. Ma non sono serviti a convincere i miei che lo volevo davvero, che me ne sarei presa cura davvero. Pensavano che sarei stata come tutti i bambini, che dopo un po’ si stufano del nuovo gioco e lo mettono in disparte, lasciando ai genitori il compito di occuparsene; perché quel gioco è vivo! e soprattutto, non è un gioco!!!

Inoltre c’era Lea all’epoca. E’ rimasta con mia nonna (che vive accanto ai miei) da prima che io nascessi a quando ho compiuto 13 anni. Ne aveva circa 16 quando ci ha lasciati, e tutt’ora conservo una sua foto sopra al letto. E scrivendo di lei mi commuovo ancora. Mi sembra ancora di vedermi, quando è morta. Piansi tutti i giorni e tutte le notti per almeno un mese, mia madre mi comprò un orologio da parete con un cane per ogni ora. Fu molto tenera, ma io soffrivo comunque. Da quel momento la mia richiesta di adottare o comprare si fece più intensiva, e la risposta negativa più decisiva.

Poi arrivò il 2000, e il mio primo viaggio in Inghilterra. Là incontrai per la prima volta un cane bianco e nero, che qui ancora era pressoché sconosciuto. Non ricordo se la pubblicità dell’Infostrada aveva già “assunto”  Shonik come muso pubblicitario, ma so di per certo che su Quattro Zampe il Border Collie non era ancora quotato! Me ne innamorai subito, ho anche una foto che testimonia il mio primo incontro con un Border. Da allora questo cane ha invaso la mia stanza con pupazzi, statuine, ritagli di giornale. Era diventata la mia fissazione, ma ancora non c’era verso di ottenerlo.

Finché non compii 22 anni. I miei erano davvero contrariati dalla mia scelta, mi dissero chiaramente che non mi avrebbero sostenuta in nessun modo né aiutata se ne avessi avuto bisogno. Ma vivevo da sola, potevo decidere da me cosa fare. Così lo feci, e non credo ci sia bisogno di dire che ai miei genitori bastò una scodinzolata di frida per conquistarli. Ora salutano prima lei di me, e se non porto la “nipotina” da loro mi rimproverano.

Dopo un anno è arrivato Jed, un meraviglioso meticcio di un anno che ho fatto adottare dal mio ragazzo, ma che praticamente vive sempre sia con me che con Frida (e con il mio ragazzo, ovviamente). Ha un carattere completamente diverso da quello della Frida, ed è adorabile.

Certo, non mancano i momenti difficili, sia psicologicamente parlando che economicamente parlando. Tra pappe, visite veterinarie, vaccini, assicurazione (fatela che non si sa mai!!!), i soldi van via. Ma penso che rinunciare ad un abito in più per addormentarsi ogni sera con l’essere più speciale del mondo valga la pena.

Ora scusatemi, ma Jed e Frida mi chiamano.