Animoralisti

Ho sempre amato gli animali, e ho sempre cercato di portare loro tutto il rispetto che meritano, rispettando in primo luogo la loro natura.

Questo significa che non mi considero superiore alla natura e al corso che essa deve svolgere, e non mi piace il pensiero di uccidere un animale, nemmeno una formica. Purtroppo in quest’ultimo caso ho dovuto farlo, quando circa un anno fa ho avuto un’invasione di formiche in casa e spazzarle via non era mai sufficiente. Ho dovuto ucciderle, ma non mi ha fatto piacere. Se le creature esistono c’è un motivo, e se imparassimo ad osservarle ci insegnerebbero anche come comportarci.

Come sapete, sono padrona di due cani, Jed e Frida, ai quali sono molto affezionata. Non scrivo questo post per autoelogiarmi o per vantarmi, ma per esprimere un disagio.

Frida è un cane di razza, e l’ho comprata. Denaro in cambio di un cucciolo. Per gli animalisti questo gesto è deplorevole, “i cani non si comprano!”, “i cani non sono merce!”, “per ogni cane che compri, uno muore nei canili!”. Ok, sono un mostro. Ma sono un mostro che ferma l’auto se vede un cane che corre da solo a ciglio strada, sono un mostro che porta cibo al canile, sono un mostro che fa quello che può. Un mostro che ha scelto di comprare un cane da un allevatore serio e affidabile, che mi ha consegnato un cucciolo sano, ben socializzato, registrato alle autorità e all’ENCI (chi vende un cane di razza senza pedigree è un truffatore!). Non ho comprato il cane in un negozio. Il mio cane l’ho conosciuto che aveva 20 giorni, e ogni due settimane andavo a trovarlo fino a che non ha avuto l’età per venire a casa con me; non ha fatto un viaggio estenuante dall’est Europa arrivando nei pet-shop a 30 giorni senza nemmeno aver visto la mamma e i fratellini.

Un allevatore serio segue la legge, e comprare un cane di razza significa scegliere delle caratteristiche che non troveresti così facilmente in un metuccio (così è stato definito Jed da un signore in carrozzina e dal suo accompagnatore, entrambi innamorati dei suoi occhi uno azzurro e uno marrone). Jed ha uno sguardo dolcissimo e particolarissimo, ma non avrà mai lo sguardo dolce e ipnotico che ha Frida, un border collie – e viceversa.

Mi dispiace che certi animalisti trattino i padroni di cane come cacca, perché così facendo perdono possibili aiuti sinceri che potrebbero avere. Darmi della delinquente, insultare il mio ragazzo perché porta a passeggio Jed con la bicicletta (ad andatura media, e credetemi: Jed quando vede la bici diventa matto di gioia!), urlarmi che la museruola che indossa Frida la dovrei indossare io (quando invece, cari miei, quella “museruola” altro non è che una cabeza, utilizzata per non danneggiare la trachea al mio cane che tira come un dannato al guinzaglio!), e che il collare a strozzo di Jed è la sua rovina (e non la salvezza di molti cani/persone/biciclette che lui morderebbe se non lo addestrassimo quotidianamente con l’ausilio di quel collare – che funziona!).

Prima di parlare e di giudicare, pensate agli animali: di persone pronte ad aiutarli ce ne sono!

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La tua vita in gettoni d’oro

Forse sono io che non guardo mai la tivvù e per questo non me ne sono accorta prima, forse è già da un po’ che gira la cosa, ma solo ora mi rendo conto di quanto sia realmente invadente.

Seguo sul piccolo schermo fornito di solo digitale terrestre un film in prima serata. La pubblicità arriva circa ogni 15 minuti, straziante come cosa ma si può sorvolare, almeno ho più pause per alzarmi e prendere i biscotti. Durante una singola pausa pubblicitaria, che dura dai 5 agli 8 minuti, vedo passare facce che imitano la felicità su persone che imitano la gente agiata mentre in estasi partecipano a

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Non capisco, è sempre stato così? Certo, il lotto l’han sempre reclamizzato, ma ora mi sembra che si stia esagerando! Perché proprio ora che siamo in crisi nera veniamo bombardati così pesantemente dalla tivvù con reclam su giochi mangiadenaro?

Sarà mica che la speranza di vincere soldini facili, in un periodo in cui tanto non c’è lavoro, aiuta a tenere buona la gente così smette di lamentarsi e di protestare per la situazione in cui si trova?

Siamo davvero arrivati a questo?

 

Felpa? no grazie.

Tutte le boiate che si leggono e sentono sull’amore, sul fatto che non ha occhi nè età ma solo cuore, sul fatto di amare una persona per com’è e non per come uno stereotipo la vorrebbe, amare incondizionatamente sapendo di essere allo stesso modo ricambiati… ma facciamola finita, non ci crede nessuno.

Io parlo per quanto riguarda il lato femminile, o almeno per quello che sono riuscita a capire di esso (cioè molto poco).

Tu, donna, che non ti fai problemi a girare per casa in felpa e calzettoni perché ci sono 15° gradi, conscia del fatto che tanto il tuo Lui ti guarderà sempre con gli occhi dell’ammmòre: illusa!

Tu, donna, che al mattino non ti vergogni di mostrarti priva di trucco e parrucco al tuo Lui, conscia del fatto che lui ti ama per come sei, cioè sempre e comunque bellissima: illusa!

Tu, donna, che non ti preoccupi se il tuo Lui si gira per strada a guardare altre gentil donzelle, conscia del fatto che, come dicevo sopra, l’amore non ha occhi, e se li ha, li avrà solo per te: illusa!

Mai abbassare la guardia, donna! L’uomo (inteso come specie) resta pur sempre un animale goloso e avido, e per il quale “anche l’occhio vuole la sua parte”.

p.s.: e poi, secondo te, perché ad ogni ricorrenza ti regala gioielli/profumi/set trucchi/abitini/completini sexy???  ILLUSA!

Piumone

Stamattina è ripartita la routine cittadina che ultimamente mi sta decisamente stretta.

Sveglia ore 7:00, lavati, vestiti, sali in auto, accendi la radio. Riparte la solita sigla del solito programma mattutino. No, stamattina proprio non ce la faccio, scusa radio 105.

Autoautoautoauto fanalifanalifanali ruotesmogclacson… che palle. Dopo una settimana di silenzio tra i monti, dopo una settimana di tè caldo davanti al camino, dopo una settimana di sveglia presto e via a camminare nei boschi… non ce la posso fare.

Quanto manca a venerdì?

L’orgoglio del creatore

Avete mai avuto un’intuizione geniale?

Avete mai immaginato oltre voi stessi?

Avete mai… creato?

A tutti almeno una volta nella vita è capitato di pronunciare la frase “l’ho creato io”, magari anche più di una volta sola, ma quante di quelle volte avete sentito dentro di voi le reale sensazione di avere tra le mani la VOSTRA creatura? Quante volte avete visto l’ispirazione di un momento concretizzarsi davvero in quello che immaginavate? Spesso “l’ho creato io” lo diciamo per indicare qualcosa che in realtà abbiamo solo fatto, cioè riprodotto, qualcosa che qualcuno prima di noi ha pensato, progettato e creato, e che noi, in un certo senso, abbiamo rubato. Ecco perché non capita spesso di sentirsi emozionati davvero per un nostro lavoro, perché all’interno di esso non vi è la nostra passione, ma quella di qualcun altro.

Per esempio, ogni volta che sviluppo un rullino, sono emozionata dal vedere che alcune foto sono venute come speravo, io scelgo il soggetto, l’inquadratura, la posa, la profondità di campo, l’esposizione, e sempre io scatto. Ancora devo partorire la mia “foto Pulitzer”, quindi non posso dire di essermi davvero emozionata per una mia creazione. Ma spero manchi poco.

Oppure, dovete sapere che sebbene io sia una comunissima ragazza dall’aspetto anche un po’ impacciato, sono molto brava in diversi campi. La scrittura l’ho sempre reputata un mio punto di forza, fin dagli inizi delle scuole ero brava nei temi, nei racconti, nelle poesie. Da piccola creavo filastrocche da cui però non potevo sentirmi pienamente soddisfatta, perché il titolo o quantomeno l’argomento lo dettava l’insegnante. Lo stesso vale per i temi, credo di poter giurare di non aver mai avuto tra i titoli in consegna “tema libero”. Che frustrazione! Invece per i racconti non è andata così, per fortuna.

Alle elementari venne organizzata una bancherella di beneficenza alla quale vendere oggetti vari confezionati dalle mamme e piccoli libretti contenti le stori inventate da noi bambini. Data l’assidua presenza della Flatcher durante i miei pranzi dalla nonna, e ormai ferrata sugli omicidi, scrissi “Niente funerale, il morto è scomparso!”, capolavoro indiscusso ma mai apprezzato a dovere. Correva l’anno 1996, e il mio manoscritto fu battuto a computer da me medesima prima di consegnarlo, completo persino di illustrazioni. Avete letto bene, io facevo le elementari e il mio primo racconto l’ho consegnato scritto sul Microsoft Word di Windows 3.1.

Già all’epoca, anzi già da prima dell’epoca, mia zia (precisamente, pro-zia) mi lasciava esplorare questa meravigliosa macchina munita di cervellone e monitor, all’età di 10 anni scrissi persino un bigliettino d’auguri su un programma di cui ora non ricordo il nome al Papa in persona! Perciò non c’è da meravigliarsi, conoscendomi, se il mio ragazzo mi dice spesso “con te sono stato da più ferramenta che boutiques!”. Io non mi reputo un genio, ma una persona con una buona fantasia, unita ad un pizzico di creatività.

Come se non bastasse, tra poco sarà Natale, e le mie tasche sono troppo vuote per entrare in qualche negozio ad acquistare regali per i miei amici. Così, con l’aiuto del mio fido aiutante, sto realizzando i regali in casa, e saranno bellissimi ragazzi! Non posso dare anticipazioni, ma quando saranno finite le feste vi renderò edotti in merito.

Bisogna sempre essere orgogliosi del proprio lavoro, di ciò che si ha ottenuto credendo fino in fondo ad un’idea, all’ispirazione. Io lo faccio ogni giorno, anche quando capita che i miei (presunti) meriti vanno a qualcun altro. Sempre avanti, col sorriso, e se non avrai merito adesso, in realtà l’hai già avuto. Perché anche se non ti viene riconosciuto, è già un successo che il tuo lavoro sia stato notato.