Lagerfeld, fotografia d’haute couture

Il noto stilista Karl Lagerfeld non è solo il portavoce della classica eleganza firmata Chanel, ma anche un grande appassionato di fotografia sin dal 1987, anno in cui inizia a fare foto per una serie di pubblicità e a produrre numerosi servizi fotografici per alcune delle più grandi riviste internazionali di moda.
Uomo di mondo dalla mente colta e creativa, durante suoi viaggi o le sue passeggiate parigine scatta anche fotografie più personali (molte sono state pubblicate in numerosi volumi editi da Steidl). I suoi scatti, che sembrano evocare un passato trés chic e di intramontabile fascino, contengono certamente un valore aggiunto, dato dall’occhio curioso ed attento di Lagerfeld.

(dal mio articolo sul blog del fotografo Maurizio Marcato)

Lagerfeld - Victoria Beckham per Chanel

Lagerfeld – Victoria Beckham per Chanel

Karl Lagerfeld - Selfportrait

Karl Lagerfeld – Selfportrait

Lagerfeld - "Tra Epos e Eros" Calendario Pirelli 2011

Lagerfeld – “Tra Epos e Eros” Calendario Pirelli 2011

 

 

Luca Bissoli, momento di “A Solo” fotografico

Con l’avanzamento della tecnologia e del progresso, pian piano spariscono i piccoli momenti individuali che dovrebbero essere sacri ad ognuno di noi. Viviamo nella fretta di produrre, di comprare, di scalare la piramide del successo, desideriamo tutto e subito. Sfortunatamente la fotografia non è esente da questo contagio. Si stima che in una vacanza di tre giorni vengano scattate circa 200 fotografie: c’è da chiedersi se siano davvero tutte speciali.

Per Luca Bissoli, questa visione è inconcepibile. I suoi ritratti, scattati rigorosamente in analogico bianco e nero e stampati da lui personalmente su gelatina d’argento nell’amata camera oscura, contengono oltre al soggetto tutta l’intimità che accompagna il momento, la fiducia reciproca e necessaria al fine di una resa convincente.

A Solo è il volume contente le fotografie che ritraggono i maestri d’orchestra dell’Arena di Verona, di cui Luca Bissoli stesso fa parte come contrabassista. La musica è emozione, non deve essere spiegata né capita, ma solo amata per quella che è, senza troppe filosofie; è sorella della fotografia. “Non è sufficiente godere della bellezza di un giardino? Che bisogno c’è di credere che nasconda delle fate?”

Il titolo del libro rispecchia un pensiero che Bissoli ha ben chiaro nella mente – espresso in parole nella parte testuale del volume curata da Lorenza Roverato – e che è il motore del suo lavoro, ovvero una riflessione profonda sull’unicità dell’individuo. Benché parte di un nucleo fin dalla nascita, l’uomo nell’arco della sua esistenza avrà sempre almeno un momento di “a solo”, termine usato per indicare una breve sezione solistica presente in un brano, eseguita da un unico suonatore.

Il risultato è una raccolta silenziosa ma al contempo impregnata della volontà dell’artista, il quale non accetta compromessi o richieste per l’esecuzione del suo lavoro. E’ lui che sceglie i soggetti, lui che detta i tempi, lui che deve trovare l’armonia giusta con la persona da ritrarre al fine di produrre uno scatto davvero autentico, che porti la sua firma inconfondibile.

Lo spazio che ha ospitato la creazione di questi scatti, e che accoglie anche alcune stampe finite, è il Teatro Filarmonico, luogo solenne con luce e silenzio speciali; Luca arriva già con un’idea piuttosto chiara del risultato che vuole ottenere, prepara dei bozzetti e poi via, inizia la sua ora di magia in 1/8, tempo di posa dell’obiettivo fotografico ma anche valore musicale di un a solo.

La citazione: “nessun contrabbassista è vissuto più a lungo del suo contrabbasso” incontra pienamente lo spirito del maestro Bissoli, che con questa visione eterna e immortale della musica ha iniziato un nuovo progetto fotografico che vedrà come protagonisti i soli strumenti musicali, un omaggio alla fotografia e alla musica, muse e rappresentanti dell’arte.

Andrea Leasi

Andrea Leasi

Emanuele Breda

Emanuele Breda

Rosanna Rossignoli

Rosanna Rossignoli

Nicolai Thistakoff

Nicolai Thistakoff

p.s.: questo articolo, insieme a molti altri inerenti alla fotografia, potete leggerlo sul blog del fotografo Maurizio Marcato.

20 minuti

Venti minuti, VENTI MINUTI ACCIPICCHIA! Questo è il ritardo minimo dei bus che ultimamente devo prendere io.

Ma dico, scherziamo? €1,20 per arrivare in ritardo in ognidove già ghiacciati e stanchi dallo stare in piedi le mezz’ore alla pensilina? Non tengo parole. Solo tanto freddo!!!

Però stasera quando sono tornata a casa, prima di fiondarmi a letto e prima ancora di aver cenato, mi sono sentita soddisfatta del mio breve articolo su Pete Souza che è stato approvato e pubblicato sul web.

Ghosty feliz!