Natale. Crisi mistica regali.

Quest’anno il freddo è arrivato talmente tardi nella mia città che praticamente ho perso la cognizione del tempo.

Siamo già al 10 dicembre!!! Questo vuol dire che tra poco vado a Roma a prendere il mio amico Thiago, poi compie gli anni la mia nonna K, poi arriva Santa Lucia, poi è subito Natale, poi c’è l’anniversario dei miei, poi torna mio fratello dalla Nuova Zelanda, e in tutto questo po po di roba uno (ovvero io… suppongo) deve pure trovare il tempo di comprare i regali di Natale. Io di solito li faccio, non ho soldi da spendere e soprattutto non amo i regali non unici. A meno che non sia una borsa di Céline, in quel caso potrei fare uno strappo alla regola. Solo ovviamente se devo riceverla, regalarla non se ne parla nemmeno!

Però molte persone non hanno il tempo o la manualità per creare da sé i pensierini da donare ai propri cari, quindi per forza di cose devono buttarsi sugli oggetti in vendita. Una mia amica ha unito le due cose: crea e vende a chi non può/sa creare! Si è unita alla Tannoia Jewels guidata da suo papà Luciano e da sua mamma Tina nella realizzazione di oggetti preziosi ed eleganti.

Come avrete ovviamente capito gli oggetti in questione sono gioielli, realizzati in vetro di murano e argento 925, i cui prezzi devo dire che sono davvero accessibili. In più ho avuto il grandissimo onore di ricevere qualche loro creazione e non mi ha dato nessun problema di allergia – sono molto delicata.

Così, se quest’anno siete a corto di idee e necessitate di ispirazione, potreste sbirciare i charms (alcuni natalizi, come quello che vedete qua sotto… cariiiiiino!!!) e comporre un braccialetto a tema, o una collana, o un portachiavi, o un… ma che cavolo devo dirvi tutto io? La scelta è ampia, basta solo scatenare il proprio gusto e la propria fantasia 🙂

tannoia jewels

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Regali di Natale

Questo Natale sulla bocca di tutti c’era la Crisi.

“C’è crisi, risparmiamo sugli addobbi”, “La crisi è qui, il cenone sarà meno one quest’anno.”, “Dobbiamo rinunciare ai regali, sai per la crisi”. Questa maledetta ha un po’ rovinato lo spirito natalizio, o quantomeno gli ha aggiunto dell’inutile pressione che serve solo a far perdere la calma e la lucidità, inducendo noi poveri terrestri ormai abituati agli agi e alle comodità a non andare oltre ciò che ci viene servito pronto all’uso.

Quest’anno ho fatto i migliori regali di sempre. Certo, lo avevo detto anche l’anno scorso, ma quest’anno I’m very proud of me!

Dunque, tutti abbiamo un cellulare, e in tanti comprano una custodia per proteggerlo, magari al costo di 10, 15€. Io le custodie quest’anno le ho regalate. Gratis. Le ho fatte io, tutte diverse, tutte personalizzate, tutte interamente cucite a mano ed assolutamente tutte low cost!

Custodia per Iphone o simili

Custodia per Iphone o simili

Dopo aver allevato la colonia di calli sulle mie dita doloranti ed aver completato i regali in lana cotta, feltro e pannolenci, con l’aiuto del mio mitico Bro ho creato il regalo per l’Orso Domestico! Avevo avuto l’idea già ad ottobre, e solo cercando metodi fai da te per realizzarla in casa ho scoperto che questo oggetto già esisteva e non solo, veniva venduto a prezzi non inferiori ai 120€!!

Giammai. Non comprerò un regalo che posso benissimo fare da sola! Un conto è l’agendina con la fodera in pelle lavorata, un conto è la lampada-cavalletto!

Ingredienti:

– un cavalletto per macchina fotografica (non serve di qualità eccelsa).

– un cavo elettrico, un interruttore, una presa elettrica, un porta lampadina.

– una lampadina a risparmio energetico del colore che preferite. Io ho optato per il rosso.

– paralume della grandezza, forma e colore che più vi aggrada. Il mio è nero.

– cacciavite, viti, fuoco.

Lampada-Cavalletto

Lampada-Cavalletto

Grazie all’estensione del cavalletto, è possibile utilizzare la lampada sia come accessorio da tavolo che da terra, allungando semplicemente le lunghe gambe metalliche da giraffa cibernetica. E’ divertente poi reindirizzare il fascio luminoso a proprio piacimento sfruttando la leva apposita. La luce rossa poi le conferisce un tocco di mistero ed atmosfera che nella casa dell’Orso Domestico sta d’incanto!

Sono stata brava? Ditemi di sì 🙂

Felpa? no grazie.

Tutte le boiate che si leggono e sentono sull’amore, sul fatto che non ha occhi nè età ma solo cuore, sul fatto di amare una persona per com’è e non per come uno stereotipo la vorrebbe, amare incondizionatamente sapendo di essere allo stesso modo ricambiati… ma facciamola finita, non ci crede nessuno.

Io parlo per quanto riguarda il lato femminile, o almeno per quello che sono riuscita a capire di esso (cioè molto poco).

Tu, donna, che non ti fai problemi a girare per casa in felpa e calzettoni perché ci sono 15° gradi, conscia del fatto che tanto il tuo Lui ti guarderà sempre con gli occhi dell’ammmòre: illusa!

Tu, donna, che al mattino non ti vergogni di mostrarti priva di trucco e parrucco al tuo Lui, conscia del fatto che lui ti ama per come sei, cioè sempre e comunque bellissima: illusa!

Tu, donna, che non ti preoccupi se il tuo Lui si gira per strada a guardare altre gentil donzelle, conscia del fatto che, come dicevo sopra, l’amore non ha occhi, e se li ha, li avrà solo per te: illusa!

Mai abbassare la guardia, donna! L’uomo (inteso come specie) resta pur sempre un animale goloso e avido, e per il quale “anche l’occhio vuole la sua parte”.

p.s.: e poi, secondo te, perché ad ogni ricorrenza ti regala gioielli/profumi/set trucchi/abitini/completini sexy???  ILLUSA!

Saudades

Ogni anno, avvicinandoci a dicembre, iniziamo a tirare le somme, a fare un bilancio della nostra vita, dei nostri successi o insuccessi, di quello che abbiamo concluso (nel bene e nel male) durante l’anno. Io ogni anno a dicembre mi pento sempre della stessa cosa: aver trascurato i miei amici.

Non lo faccio perché non mi va di vederli o di sentirli, o perché non sono interessata a loro, il mio problema è sempre e solo la mancanza di tempo. Per anni sono stata portabandiera del “volere e potere”, ma ora che sono finita nel vortice del precariato mi rendo conto che “volere è sperare di potere”, quindi le miei giornate, week-end compresi, sono cadenzati dal lavoro, dagli appuntamenti, dallo studio. E intanto passano i giorni, le settimane, i mesi, ed ecco che a dicembre mi rendo conto che è da aprile che non vedo la mia amica Nancy, eppure non mi è sembrato così tanto tempo. Poi ci penso e mi accorgo che Martina e Nicola non li vedo da quasi due settimane, mentre fino a un mese fa ci vedevamo anche 2 volte la settimana! Penso che forse mia madre non è solo persa quando mi dice “non ti vedo mai”, e quanto sto trascurando i miei vecchietti?

Se potessi dedicare ad ogni mio affetto il tempo materiale che gli dedico col cuore e col pensiero, mi servirebbe un’agenda per trovare uno spazio libero in cui inserire il lavoro. E non mangerei più, non pagherei più le bollette, vivrei d’affetto. In effetti, sarebbe un bel guadagno!

Quest’anno per le feste natalizie è venuto per la prima volta sul suolo italiano uno dei miei migliori amici, Thiago. Ci conosciamo da 10 anni e ci siamo visti una sola volta, 4 anni fa, a San Paolo, in occasione del suo matrimonio. Siamo amici di penna on-line, liberi di non crederci. Di lui parlo molto spesso, e i miei amici non penso che ci credano veramente così uniti. Ma ieri sera il mio ragazzo (nonché mio migliore amico da anni) l’ha conosciuto, e ha conosciuto anche Michelli (sua moglie) e Fatima (sua mamma). A fine serata, quando siamo rimasti soli io e lui, mi ha detto che finalmente capiva perché lo considero uno dei miei migliori amici e che capiva anche perché tra noi (Thiago e me) c’è una connessione speciale, che ci fa sentire vicini anche se non lo siamo affatto, fisicamente parlando. Vederlo salire le scale di casa mia con le valigie non mi ha fato alcun effetto nostalgico tipico di chi sente una saudades infinita, anzi: mi è sembrato ieri che ci eravamo abbracciati nella calda San Paolo, prima che io ripartissi per l’Italia.

Questo mi fa capire che è sbagliato incolparsi per la scarsa quantità di tempo materiale che si riesce a dedicare agli amici, perché se sono veri amici sentono tutto il nostro affetto, sempre. E i mesi non passano pesanti e in malinconia.

Dicembre è il mese dei bilanci, fortuna che l’analisi dura massimo un mese, a gennaio sarò già pronta con i soliti buoni propositi del c…

Buon Natale a tuttiiiii

 

 

p.s.: non regalate cuccioli a Natale, e non abbandonate i vostri amici più fedeli per una sciata.

L’orgoglio del creatore

Avete mai avuto un’intuizione geniale?

Avete mai immaginato oltre voi stessi?

Avete mai… creato?

A tutti almeno una volta nella vita è capitato di pronunciare la frase “l’ho creato io”, magari anche più di una volta sola, ma quante di quelle volte avete sentito dentro di voi le reale sensazione di avere tra le mani la VOSTRA creatura? Quante volte avete visto l’ispirazione di un momento concretizzarsi davvero in quello che immaginavate? Spesso “l’ho creato io” lo diciamo per indicare qualcosa che in realtà abbiamo solo fatto, cioè riprodotto, qualcosa che qualcuno prima di noi ha pensato, progettato e creato, e che noi, in un certo senso, abbiamo rubato. Ecco perché non capita spesso di sentirsi emozionati davvero per un nostro lavoro, perché all’interno di esso non vi è la nostra passione, ma quella di qualcun altro.

Per esempio, ogni volta che sviluppo un rullino, sono emozionata dal vedere che alcune foto sono venute come speravo, io scelgo il soggetto, l’inquadratura, la posa, la profondità di campo, l’esposizione, e sempre io scatto. Ancora devo partorire la mia “foto Pulitzer”, quindi non posso dire di essermi davvero emozionata per una mia creazione. Ma spero manchi poco.

Oppure, dovete sapere che sebbene io sia una comunissima ragazza dall’aspetto anche un po’ impacciato, sono molto brava in diversi campi. La scrittura l’ho sempre reputata un mio punto di forza, fin dagli inizi delle scuole ero brava nei temi, nei racconti, nelle poesie. Da piccola creavo filastrocche da cui però non potevo sentirmi pienamente soddisfatta, perché il titolo o quantomeno l’argomento lo dettava l’insegnante. Lo stesso vale per i temi, credo di poter giurare di non aver mai avuto tra i titoli in consegna “tema libero”. Che frustrazione! Invece per i racconti non è andata così, per fortuna.

Alle elementari venne organizzata una bancherella di beneficenza alla quale vendere oggetti vari confezionati dalle mamme e piccoli libretti contenti le stori inventate da noi bambini. Data l’assidua presenza della Flatcher durante i miei pranzi dalla nonna, e ormai ferrata sugli omicidi, scrissi “Niente funerale, il morto è scomparso!”, capolavoro indiscusso ma mai apprezzato a dovere. Correva l’anno 1996, e il mio manoscritto fu battuto a computer da me medesima prima di consegnarlo, completo persino di illustrazioni. Avete letto bene, io facevo le elementari e il mio primo racconto l’ho consegnato scritto sul Microsoft Word di Windows 3.1.

Già all’epoca, anzi già da prima dell’epoca, mia zia (precisamente, pro-zia) mi lasciava esplorare questa meravigliosa macchina munita di cervellone e monitor, all’età di 10 anni scrissi persino un bigliettino d’auguri su un programma di cui ora non ricordo il nome al Papa in persona! Perciò non c’è da meravigliarsi, conoscendomi, se il mio ragazzo mi dice spesso “con te sono stato da più ferramenta che boutiques!”. Io non mi reputo un genio, ma una persona con una buona fantasia, unita ad un pizzico di creatività.

Come se non bastasse, tra poco sarà Natale, e le mie tasche sono troppo vuote per entrare in qualche negozio ad acquistare regali per i miei amici. Così, con l’aiuto del mio fido aiutante, sto realizzando i regali in casa, e saranno bellissimi ragazzi! Non posso dare anticipazioni, ma quando saranno finite le feste vi renderò edotti in merito.

Bisogna sempre essere orgogliosi del proprio lavoro, di ciò che si ha ottenuto credendo fino in fondo ad un’idea, all’ispirazione. Io lo faccio ogni giorno, anche quando capita che i miei (presunti) meriti vanno a qualcun altro. Sempre avanti, col sorriso, e se non avrai merito adesso, in realtà l’hai già avuto. Perché anche se non ti viene riconosciuto, è già un successo che il tuo lavoro sia stato notato.