Il post nostalgico delle 03:18

In questi giorni sono nostalgica, un po’ più pensierosa e sulle mie del solito. Faccio un po’ fatica a sorridere, a divertirmi, a fare buonvisoacattivogioco, sono insomma in una fase poco allegra.

Quindi scusami blog se ti imbratto con questa tristezza, e scusatemi voi lettori per avervi propinato questa lagna depressiva, però io già dal titolo vi avevo avvisati.

Il fatto è che porcamiseria potrebbe essere tutto così semplice… la vita alla fine è semplice, basterebbe aprire la bocca e dire le cose, basterebbe essere sinceri sempre, non nascondere le cose creando sotterfugi e giochetti che poi una volta venuti a galla fanno solo del male a chi sta intorno creando scompiglio e sensi di colpa.

Ti piace la pesca che ti viene offerta? Ringrazia e mangiala. Non ti piace? Ringrazia ugualmente ma rifiuta. Certe cose o sono bianche o sono nere, il grigio lasciamolo a chi è capace di portarlo. Non è giusto né nei propri né negli altrui confronti portare perennemente una maschera, fingere le emozioni, autoconvincersi che così tutto sommato va bene, che questo diversivo nonservemainvecesì e quindi buttiamoci. Perché prima o poi, se accetti quella pesca controvoglia, la vomiti. E il rischio è di farlo davanti a chi te l’aveva offerta, che oltre a prenderti per cretino ci rimane pure male.

Potrebbe essere tutto così semplice… Alla fine, il tutto si riduce ad una mera ma efficace combinazione di parole.

The end

Anche quest’anno la stagione lavorativa estiva è giunta al termine.

Diversamente dal solito, mi sono goduta molto poco l’estate, le uscite con i colleghi, le feste matte pazze sciamannate, la giovinezza. Quest’anno ho lavorato davvero come una scema forsennata, non mi sono fermata praticamente mai, e ora mi sento molto stanca.

Ma non c’è tempo!

Gli esami universitari chiamano a gran voce la mia presenza, e spero di riuscire ad essere all’altezza, anche se devo dire che un po’ mi sento demoralizzata. Quest’inverno terrò solo come lavoro le ripetizioni e i dog sitting, di più non posso – e non voglio – permettermi. Per tutto il resto, c’è la Frinzi!

Lui & Lei

Quella che ho con l’Orso Domestico è una bellissima storia. Stiamo bene insieme, ci piacciamo molto, chiacchieriamo, ridiamo come due scemi, litighiamo come due tori, e ci influenziamo nell’abbigliamento.

Lo so, molti di voi avrebbero scritto dell’altro dopo la storia dei litigi. Ma io non sono voi e questo mi porta alle riflessioni in sella alla Grazy.

Stasera, passando il ponte insieme alla mia Grazy, ho riflettuto molto sull’abbigliamento delle coppie.

Ho pensato, che un fustaccio da beiuoch in Abercrombie non lo vedrei bene ad uscire con una redskins… ciò dai, farebbero un tantino strano.

Allo stesso tempo, non passerebbe certo inosservato un tacco dodici portante una mega faiga con misure da urlo accanto ad un ragazzotto mezzo nerd e pasticcioso cicciottello che sembra alla sua prima uscita dopo anni e anni di videoschermi.

In un modo o nell’altro, quando si inizia ad uscire seriamente con una persona, inconsciamente si innesca il processo di omologazione. Inevitabilmente qualcosa nel guardaroba cambia, abiti che prima erano i nostri preferiti improvvisamente ci sembrano inadatti e incombinabili. Iniziamo a valutare – ed apprezzare – nuovi capi d’abbigliamento, non necessariamente appartenenti ad uno stile che prima consideravamo personale.

Non parlo di perdere la propria identità, ma di plasmarla su di un’altra, nuova per certi versi, che si è fusa con la nostra.

Ricorderò sempre con nostalgìa ed affetto il mio periodo metallaro, durante il quale mi sono limitata a prediligere musica iperpesa ascoltata a decibel talmente elevati che ora non so nemmeno più quale sia il suono della parola timpano, indossare cinture borchiate e guantini vagamente ghotic sulle mani candide, ad applicare un trucco scuro e un po’ pesante sugli occhi. Il mio ex era al’epoca un musicista metalcore, il resto ve lo lascio immaginare.

Con l’Orso Domestico ho però ritrovato il mio equilibrio, sono tornata agli abiti normali, ai colori tenui e agli abbinamenti mai sciatti o palesemente disordinati. Mi sento bene negli indumenti che indosso, proprio e soprattutto perché mi sento bene con lui.

E non ho altro da dire su questa faccenda.