Chiudere gli occhi e poi

A me facebook piace perché posso scrivere tutte le cazzate che evito a questo rispettabile blog.

A me facebook piace piace perché chatto con i miei amici mentre sullo sfondo scorrono news news news, scelgo quella – mi interessa – via.

A me facebook piace perché ci scrivono persone che io considero autorevoli e delle quali apprezzo i post e i link.

Stavo mangiando il mio maledetto pasticcio, il primo vero pasto caldo della giornata (oggi sono stata al freddo-caldo-freddo-caldo a Milano, forum della comunicazione digitale 2012, una figata!), e sulla bacheca di facebook mi compare l’immagine di un pedofilo morto e con il suo attributo tagliato dalla sua originaria locazione, in bocca. “questa è la fine che si meritano”.

Poco dopo, appare la foto di un neonato nel cassonetto. “i bambini non si toccano”.

Immagini forti per “sensibilizzare” le persone sull’argomento. Immagini postate da chi ormai è diventato insensibile alla loro visione.

Mi hanno sempre angosciato certe notizie, terribili e mostruose. Non ero certo scalpitante all’idea di vederne anche le immagini, sennò di mestiere avrei fatto la poliziotta o simili, non certo la PR.

Ormai più niente sembra impressionarci, ma secondo me un povero innocente si merita una preghiera e giustizia, non un pubblico post su facebook.