Pochi giorni, pochissimi

Sto andando nel pallone. Tipo la ragazza della pubblicità che dice di sentirsi la testa gonfia e pesante e paragona la boccia del povero pesciolino rosso proprio ad un pallone. Io non l’ho mai capita.

Praticamente tra due giorni parto per la Spagna chicas!!! VAMONOS!!! HOLA! Sangria&paella come se non ci fosse domani! Beh sono un po’ agitata. E’ la prima volta che vado via con un gruppo così numeroso (siamo in 5… cinque ragazze!), spero che vada tutto bene.

Ognuna ha avuto dei compiti da fare per casa ma io sono stata la meno diligente, lo ammetto. Sono abituata a cercare le mappe e le informazioni per i viaggi nei tempi morti della mia vita, non so farlo a comando. Però mi sono impegnata. Ho fatto un po’ di casino ma vabbè, tanto l’ansia mica dovrò avercela solo io, no?

Nel frattempo ho aperto un blog per l’associazione culturale di cui vi parlavo qualche post fa (forse era il post scorso, sto perdendo qualche venerdì), però non capisco perché è praticamente invisibile per la rete! Cioè questo blog qua, il Ghosty Blog per intenderci, va benone: compare spessissimo nelle ricerche web ed immagini di google eppure non ci perdo chissà quanto ad inserire i tag per indicizzarlo… mentre quell’altro poverino è nuovo e invisibile!

Visto che tra pochi giorni parto, e dopo essere tornata partirò di nuovo (ma questa è un’altra storia, che mi sta mandando dritta in una fabbrica di palloni), e che quindi non avrò molto tempo da dedicare alla mia nuova creatura, chiedo a tutte le anime pie che passano di qua di andare a vedere anche www.artevit.wordpress.com

Ve ne sarò riconoscente e potrei addirittura scattare qualche foto speciale durante il viaggio da condividere solo con voi 🙂

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The Shining

Nell’universo film esiste una categoria protetta chiamata Cult. Ne fanno parte i lavori che, per qualche motivo storico o artistico o chissà che altro, sono considerati dei capolavori simbolo della loro epoca. Arancia Meccanica, Via Col Vento, Ritorno al Futuro, sono solo alcuni degli esempi.

Ieri sera, per la prima volta in ventitrè anni di vita, ho guardato The Shining, di Stanley Kubrick. Personalmente amo questo regista, non posso dire di aver visto tutti i suoi film (2001 Odissea Nello Spazio, mi vergogno ad ammetterlo, mi manca!), ma quelli che ho guardato, li ho amati dal primo ciak all’ultimo. Le musiche, spazianti da Beethoven a Bartòk, sono studiate al millesimo, per creare ogni volta le atmosfere più azzeccate. Le inquadrature, così angoscianti quando vanno da sinistra a destra, così sobrie in altre occasioni. I primi piani: P A Z Z E S C H I! Jack che guarda fuori dalla finestra, è agghiacciante. Alex che gode sulle note di Ludovico Van, è surreale. Un vero maestro dei primi piani. Miscelati sapientemente con le musiche e, soprattutto, i silenzi! Nulla mi ha inquietato di più in Shining dei silenzi!!! Danny che scorrazza tra i corridoi dell’albergo con il suo triciclo, il carrello che lo segue inquadrandolo di spalle… cosa ci sarà dopo il prossimo angolo? Danny non lo sa, il cameraman non lo sa, e noi non abbiamo nessun tipo di anticipazione. Tremendamente geniale!

Non voglio però fare uno spoiler per chi, come me fino a due sere fa, non aveva ancora visto The Shining, e desidera farlo. Infatti, quando “scopro” un film che secondo me potrebbe entrare nella mia personale top-ten, faccio di tutto per non sapere assolutamente nulla su di esso. Oramai è impossibile riuscire nell’impresa, i film sono stracitati ovunque, leggi citazioni sui giornali come se fossero frasi adatte a tutte le bocche (mi dispiace, ma “I terroristi, i Libici!” sta bene solo in bocca a Doc), e alcune scene sono diventate talmente un Cult che le trovi stampate sulle magliette, citate in altri film, sulle copertine dei libri… alzi la mano chi non ha presente il volto di Jack, in The Shining, che si affaccia con espressione pazza da una porta rotta ad accettate, urlando a Wendy “Cappuccetto rosso? Su, apri la porta. Su, apri! Non hai sentito il mio toc, toc, toc?”.

Quindi naturalmente la scena delle gemelline, alcuni carrelli a seguito del triciclo, li avevo per forza già visti, ma mi ero tenuta alla larga dal sapere la trama di questo film. Ci ha pensato il cofanetto del dvd ad aggiornarmi, grazie BlockBuster! Ci sono rimasta abbastanza male quando ho scoperto che Amytiville Horror altro non era se non un remake di The Sining, per non parlare di 1408… che delusione, ho perso tempo dietro ai film sbagliati.

Un film agghiacciante, angosciante, assolutamente da “AAAAAAAAH!”. Da brava fifona l’ho guardato interamente supportata dalla mia mano destra, che sapientemente si sollevava verso i miei occhi per coprire, in parte, la vista di qualche scena che si preannunciava spaventosa. Un film che, da bravo appartenente al genere thriller, gioca in casa nel vero senso della parola: nulla spaventa di più di ciò che potrebbe accadere negli ambienti in cui di solito cerchiamo riparo; credo che Marion Crane ne sappia qualcosa…

Però devo ammettere che, nonostante ormai mi fosse stato svelato il contenuto del film, ho avuto un notevole contributo per aggiungere pepe alla visione: Jed, il mio cane adottivo. Sul più bello di una scena angosciante, abbaiava ringhioso. Si è preso tante parole poverino, ma ci ha davvero spaventato a morte tutte e 16 le volte!