Sommersa dalle scartoffie

Anche questo è parte della vita universitaria.

Ho iniziato uno stage lavorativo che mi dovrebbe fruttare dei punti di credito, e portare un po’ di esperienza pratica nel mio curriculum. Uno stage finanziariamente poco utile, ma spero lo sarà molto professionalmente.

Anyway, ho dovuto preparare un casino di scartoffie, portarle in facoltà, scegliere il tutor universitario, riportare le carte in dipartimento stage, portare le scartoffie in ditta, farle firmare DINUOVO e inviarle via fax DINUOVO all’ufficio stage. Ho rischiato di fare solo un gran casino, perché tendo a dimenticarmi le cose quando sono troppe, e a farne solo una parte e anche a farla male! Ma credo di esserci riuscita. Sono partita da casa alle 8 di stamattina e sono tornata alle 17:00, 4 ore totali di treno, il rimanente tempo passato camminando tra i Rii e le Calli, le stazioni i binari i miscusièliberoquestoposto?, i ègiàarrivatoilprofessore?sìmaègiàimpegnato e le attese lunghe lunghissime, dal treno in ritardo di 20 minuti (mi sarei stupita del contrario) all’attesa per il proprio turno. Caldo dentro, freddissimo fuori, perché è novembre accipicchia!

Sono davvero orgogliosa di me. Alla fine del mio èercorso universitario sarò bravissima a districarmi tra i regolamenti, le triplici copie, le marche da bollo, gli uffici le prenotazioni i cambi repentini di trenibinarioraricittà.

Sarò bravissima a girovagare per gli uffici, ormai senza uno scopo preciso, perché avrò finito l’università.

Mi ritroverò a telefonare agli impiegati comunali solo per avere un po’ di compagnia.

Passerò i momenti più belli della giornata in stazione, scegliendo un treno qualsiasi e andando chissà dove, perché ormai non saprò più come ci si comporta fuori dai binari in alcuni orari. Trenitalia, ti prego, non mi abbandonare proprio nel momento del bisogno!

Ripudierò tutta la cucina sana, la colazione, il pranzo la cena e la merenda, mi recherò solo nei self point a inserire monetine nelle macchinette, manco fossero slot-machines, e avrò i brufoli fino a sessant’anni. Sarò giovane per sempre!

Supplicherò l’ESU di farmi ancora alloggiare nelle sue stanze, tra i coltivatori di cannabis e gli adoratori metallari di satana.

E se tutto ciò non sarà possibile?

Che ne sarà di me, povera piccola ragazza laureata?

E quindi, mancano i binari.

Trenitalia deve a me un sacco di soldi.

E un sacco di minutioregiorni.

Ovviamente, non li vedrò mai, però mi piace credere che un giorno avrò la mia rivincita. credevo di averne avuta parte notando che in ogni stazione in cui andavo, nord/centro/sud, mancava almeno un binario dalla numerazione, e non so perché ma mi intrippava l’idea che man mano che trenitalia perdeva un cliente, perdeva anche un pezzo di binario… quindi pian piano era sparito il binario 5 da Trapani, il binario 9 da Brescia, il 2 da Verona, e così via.

Mi intrippava ancora di più il pensare che un giorno o l’altro ci saremo trovati tutti senza ferrovie, obbligandoci ad andare a piedi o, meglio ancora, ad usare la bici per percorrere la tratta Vicenza/Salerno. E invece tutto questo intrippamento era mera chimera.

Già. Perché mai non sono rimasta nel mio sogno illusionistico?? Perché non mi sono limitata ad inviare trenini lego ai signori capi di trenitalia in modo che potessero rendersi conto anche se solo per gioco finché facevano pupù a casa loro, di cosa vuol dire viaggiare con la loro compagnia? Perché ho voluto a tutti i costi rincorrere la conoscenza infinita ed estrema chiedendo a yahoo answer?? perché???

Beh. Il risultato è stato agghiacciante.

Leggete e diventati edotti.

http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Am78dn6ZRNKpJNyt83d3prFRL3RG;_ylv=3?qid=20110916072739AA6jdDI