Cindy Sherman, l’autoritratto è concettuale

Cindy Sherman

Cindy Sherman

Artista poliedrica ed innovativa, Cindy Sherman oltre ad essere regista è anche fotografa. I suoi famosi scatti sono self-portraits, ritratti di sé stessa nei quali appare travestita recitando un ruolo. Attraverso questo lavoro (che richiama lo stile di Duchamp), la Sherman lavora il proprio viso come fosse la tela di un quadro, adottando la finzione filmica tipica del suo lavoro come regista giocando con travestimenti, amatorialità e ricerca di sé stessi intesi come diverse entità, rimandando alla fragilità dell’io di fronte ai meccanismi di identificazione e di riconoscimento sociale.

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p.s.: il post è visibile anche qui!

Io non mi trucco infrasettimana.

 

Sono nel mio bagno, davanti allo specchio. Apro l’armadietto ed estraggo tutti i prodotti per il viso (ne scriverò più taddagliatamente in un post dedicato) e mi trucco. Scelgo l’acconciatura, gli abbinamenti degli ombretti con la kajal e il phard, possibilmente cerco di fare pendance anche con l’abbigliamento.

Dopo la lunga – ma non troppo – fatica – ma non troppa – ora finalmente ho lasciato la veste da Gollum e sembro una comune (ahimè!) ragazza.

L’episodio così dettagliatamente descritto si ripete pressoché ogni finesettimana, e ora più che mai mi accorgo che la bestia si impadronisce di me rarissimamente.

Durante lunedìmartedìmercoledìgiovedìvenerdì mi presento in ufficio quasi trasandata, non riesco a capire come mai non riesco a curare e  rendere migliore la mia immagine, infrasettimana.

Immagine

Credo sia tutta colpa delle superiori. Nella mia scuola la maggior parte delle ragazzine che si truccavano erano le peggiori della classe, delle piantagrane in preda ai deliri dell’adolescenza e vittime degli ormini, nonostante i maschi presenti nella struttura fossero al massimo 6, di cui 5 gay.

Forse un po’ di “colpa” l’ha mia madre che a volte mi guardva, a mio parere, storta se mi truccavo, come se quel gesto per me innocente segnasse a tutti gli effetti la perdita della sua bambina. Mah!

Quindi pian pianino ho iniziato a vergognarmi di truccarmi, di mostrare agli altri un’immagine di me che non mi metteva a mio agio, e ho sempre più o meno tralasciato questo aspetto, fondamentale.

Sì, è fondamentale! Quanto credito dareste così, su due piedi, ad una ragazza con i capelli crespi, le occhiaie, i jeans larghi e il maglione della nonna? Altro che Ugly Betty, diciamolo.

Perciò, porposito per marzo: iniziare a valorizzare la mia immagine sempre! E non solo quando devo portare a spasso i cani.

Felpa? no grazie.

Tutte le boiate che si leggono e sentono sull’amore, sul fatto che non ha occhi nè età ma solo cuore, sul fatto di amare una persona per com’è e non per come uno stereotipo la vorrebbe, amare incondizionatamente sapendo di essere allo stesso modo ricambiati… ma facciamola finita, non ci crede nessuno.

Io parlo per quanto riguarda il lato femminile, o almeno per quello che sono riuscita a capire di esso (cioè molto poco).

Tu, donna, che non ti fai problemi a girare per casa in felpa e calzettoni perché ci sono 15° gradi, conscia del fatto che tanto il tuo Lui ti guarderà sempre con gli occhi dell’ammmòre: illusa!

Tu, donna, che al mattino non ti vergogni di mostrarti priva di trucco e parrucco al tuo Lui, conscia del fatto che lui ti ama per come sei, cioè sempre e comunque bellissima: illusa!

Tu, donna, che non ti preoccupi se il tuo Lui si gira per strada a guardare altre gentil donzelle, conscia del fatto che, come dicevo sopra, l’amore non ha occhi, e se li ha, li avrà solo per te: illusa!

Mai abbassare la guardia, donna! L’uomo (inteso come specie) resta pur sempre un animale goloso e avido, e per il quale “anche l’occhio vuole la sua parte”.

p.s.: e poi, secondo te, perché ad ogni ricorrenza ti regala gioielli/profumi/set trucchi/abitini/completini sexy???  ILLUSA!