Regali di Natale

Questo Natale sulla bocca di tutti c’era la Crisi.

“C’è crisi, risparmiamo sugli addobbi”, “La crisi è qui, il cenone sarà meno one quest’anno.”, “Dobbiamo rinunciare ai regali, sai per la crisi”. Questa maledetta ha un po’ rovinato lo spirito natalizio, o quantomeno gli ha aggiunto dell’inutile pressione che serve solo a far perdere la calma e la lucidità, inducendo noi poveri terrestri ormai abituati agli agi e alle comodità a non andare oltre ciò che ci viene servito pronto all’uso.

Quest’anno ho fatto i migliori regali di sempre. Certo, lo avevo detto anche l’anno scorso, ma quest’anno I’m very proud of me!

Dunque, tutti abbiamo un cellulare, e in tanti comprano una custodia per proteggerlo, magari al costo di 10, 15€. Io le custodie quest’anno le ho regalate. Gratis. Le ho fatte io, tutte diverse, tutte personalizzate, tutte interamente cucite a mano ed assolutamente tutte low cost!

Custodia per Iphone o simili

Custodia per Iphone o simili

Dopo aver allevato la colonia di calli sulle mie dita doloranti ed aver completato i regali in lana cotta, feltro e pannolenci, con l’aiuto del mio mitico Bro ho creato il regalo per l’Orso Domestico! Avevo avuto l’idea già ad ottobre, e solo cercando metodi fai da te per realizzarla in casa ho scoperto che questo oggetto già esisteva e non solo, veniva venduto a prezzi non inferiori ai 120€!!

Giammai. Non comprerò un regalo che posso benissimo fare da sola! Un conto è l’agendina con la fodera in pelle lavorata, un conto è la lampada-cavalletto!

Ingredienti:

– un cavalletto per macchina fotografica (non serve di qualità eccelsa).

– un cavo elettrico, un interruttore, una presa elettrica, un porta lampadina.

– una lampadina a risparmio energetico del colore che preferite. Io ho optato per il rosso.

– paralume della grandezza, forma e colore che più vi aggrada. Il mio è nero.

– cacciavite, viti, fuoco.

Lampada-Cavalletto

Lampada-Cavalletto

Grazie all’estensione del cavalletto, è possibile utilizzare la lampada sia come accessorio da tavolo che da terra, allungando semplicemente le lunghe gambe metalliche da giraffa cibernetica. E’ divertente poi reindirizzare il fascio luminoso a proprio piacimento sfruttando la leva apposita. La luce rossa poi le conferisce un tocco di mistero ed atmosfera che nella casa dell’Orso Domestico sta d’incanto!

Sono stata brava? Ditemi di sì 🙂

Manco coi chiodi sui diti.

Tutti nella vita abbiamo sofferto, per le più disparate ragioni. Quando si arriva ad una certa intensità di malessere interiore, dell’animo, si è tutti uguali.

Quanto sei attaccato ad una cosa o ad una persona o ad un animale o qualsiasi altro soggetto determina la cura nel dedicarti ad esso/a, e la sua perdita provocherà un dolore proporzionale alle aspettative di vita longeva e serena insieme.

 

 

C’è però anche chi nasce soffrendo e io voglio credere, e forse nel farlo sono un po’ infantile, che quella persona, non essendo fisicamente in grado di provare benessere così come noi persone sane lo percepiamo (anche se in realtà non ce ne rendiamo conto finché non abbiamo torturato il nostro fisico fino alla sopportazione massima), in realtà non soffra davvero. Diventa quasi assuefatta dal dolore da considerarlo ormai parte integrante della propria vita, una cosa “normale”.

“Parli facile, tu che sei sana!” – certo, questo mio ragionamento è sicuramente molto infantile, ma nel mio piccolo soffro di emicrania da 13 anni, ovvero da quando ero poco più che una bambina. All’epoca in cui tutto iniziò, dopo i primi attacchi violenti cominciai a non curarmene più, a non lamentarmi più del dolore, ripresi a giocare comunque con gli amici e suonare il pianoforte e leggere e andare a scuola… solo la mia mamma si accorgeva quando stavo male perché il mio viso mostrava una smorfia di dolore, alla quale non volevo fare caso, ma in realtà il dolore era fortissimo, ogni piccolo raggio di sole era un proiettile nei miei occhi, ogni lieve rumore era uno sparo nei timpani, il sangue che pulsava nelle vene era un impianto stereo con i bassi a palla. Ma continuavo a vivere, così come continuo a farlo ora, anche se crescendo sono diventata sempre meno tollerante verso questo mio bastardo compagno di viaggio…

Tutti soffriamo, abbiamo sofferto e soffriremo ancora. Le pene d’amore, chi non le ha patite? Sembra ti crolli il mondo addosso, ma in realtà basta allungare la mano, e qualcuno pronto a recuperarci prima che sprofondiamo nell’abisso di tenebre c’è sempre. Bisogna solo aver fiducia.

Grazie mamma.

Felpa? no grazie.

Tutte le boiate che si leggono e sentono sull’amore, sul fatto che non ha occhi nè età ma solo cuore, sul fatto di amare una persona per com’è e non per come uno stereotipo la vorrebbe, amare incondizionatamente sapendo di essere allo stesso modo ricambiati… ma facciamola finita, non ci crede nessuno.

Io parlo per quanto riguarda il lato femminile, o almeno per quello che sono riuscita a capire di esso (cioè molto poco).

Tu, donna, che non ti fai problemi a girare per casa in felpa e calzettoni perché ci sono 15° gradi, conscia del fatto che tanto il tuo Lui ti guarderà sempre con gli occhi dell’ammmòre: illusa!

Tu, donna, che al mattino non ti vergogni di mostrarti priva di trucco e parrucco al tuo Lui, conscia del fatto che lui ti ama per come sei, cioè sempre e comunque bellissima: illusa!

Tu, donna, che non ti preoccupi se il tuo Lui si gira per strada a guardare altre gentil donzelle, conscia del fatto che, come dicevo sopra, l’amore non ha occhi, e se li ha, li avrà solo per te: illusa!

Mai abbassare la guardia, donna! L’uomo (inteso come specie) resta pur sempre un animale goloso e avido, e per il quale “anche l’occhio vuole la sua parte”.

p.s.: e poi, secondo te, perché ad ogni ricorrenza ti regala gioielli/profumi/set trucchi/abitini/completini sexy???  ILLUSA!