4 mesi d’oblìo!

No dai scherzo. Non è stato un periodo così tragico… non del tutto… ok sì forse un po’ sì.

Ma andiamo con ordine.

Ciao, per chi non mi conoscesse o si fosse scordato di me data la lunga assenza mi presento: sono Irene/Ghosty, la titolare disertrice di questo fortunato piccolo blog.

Vi avevo lasciati a giugno con un post tutto fusa e pelo, per tornare oggi con un post un po’ più movimentato: che cosa ho fatto in questo misterioso lasso di tempo?

L’estate è passata piovosa e poco torrida, molto impegnativa a livello lavorativo e poco soddisfacente a livello personale. Ho visto pochissimo i miei amici, sono stata al mare una volta, ho dovuto tenere Frida piuttosto a riposo perché era incinta, ho trascorso poco tempo di qualità con il mio ragazzo. Ma questi sono i rischi del mestiere estivo, si sa!

In ogni caso, dicevo… Frida era incinta, e l’1 settembre ha partorito! Vi risparmio le avventure/disavventure del parto, l’importante è che alla fine tutto sia andato per il meglio e che l’esperienza ci abbia regalato un nuovo membro per il nostro zoo domestico! Si chiama Demetra, vi mostro com’era a pochi giorni di vita:

IMG_0348

 

Nel frattempo, quello stesso giorno, ho inaugurato la mia piccola macchinina… anche su questo è meglio sorvolare o anzi meglio, volare – proprio come ha fatto la mia piccola quattroruote! Spavento a parte, mi sono sentita molto Fast&Furious.

Ed eccomi quindi arrivata ad ottobre, con una casa che pian pianino prende forma, alla ricerca di un nuovo lavoro, presa più che mai da mille progetti ambiziosi ma molto stimolanti, e una famiglia pelosa che cresce… ora però basta quadrupedi, eh! Ah, non ve lo avevo detto… ricordate Kitty, la gattina in cerca di casa del mio penultimo post? Beh, indovinate chi l’ha addottata? 😉

Foto profumo di foto… tralallalaaaa

inaugurazione fotomia artevit

 

 

Cari tutti, già conoscete l’associazione culturale Artèvit: bene.

Il   5 Aprile 2014    inauguriamo la sua sezione fotografica, fotoMIA.

L’inaugurazione si terrà a Verona in Via Anzani 8 (Borgo Trento) alle ore 15:00. L’evento andrà avanti finché la luce del sole permetterà di ammirare le fotografie esposte 🙂

Come recita la locandina, il 5 aprile l’inaugurazione consisterà in una mostra fotografica di artisti vari. Che cosa significa?

Significa che

CHIUNQUE ABBIA FATTO RICHIESTA ESPORRA’ GRATUITAMENTE le proprie foto!!!

Siete ancora in tempo! basta scrivere a info@artevit.it e comunicare le vostre intenzioni 🙂

L’iniziativa è innovativa, geniale, fresca, invitante. Perciò non potete mancare!!! E partecipare attivamente!!!

Amici fotografi amatoriali, principianti, in erba: scrivete all’indirizzo fornito e soprattutto… SPARGETE LA VOCEEEEEEE!!!

p.s.: in caso di maltempo l’inaugurazione slitterà al 12 aprile 2014

Baci a tutti!

 

Pochi giorni, pochissimi

Sto andando nel pallone. Tipo la ragazza della pubblicità che dice di sentirsi la testa gonfia e pesante e paragona la boccia del povero pesciolino rosso proprio ad un pallone. Io non l’ho mai capita.

Praticamente tra due giorni parto per la Spagna chicas!!! VAMONOS!!! HOLA! Sangria&paella come se non ci fosse domani! Beh sono un po’ agitata. E’ la prima volta che vado via con un gruppo così numeroso (siamo in 5… cinque ragazze!), spero che vada tutto bene.

Ognuna ha avuto dei compiti da fare per casa ma io sono stata la meno diligente, lo ammetto. Sono abituata a cercare le mappe e le informazioni per i viaggi nei tempi morti della mia vita, non so farlo a comando. Però mi sono impegnata. Ho fatto un po’ di casino ma vabbè, tanto l’ansia mica dovrò avercela solo io, no?

Nel frattempo ho aperto un blog per l’associazione culturale di cui vi parlavo qualche post fa (forse era il post scorso, sto perdendo qualche venerdì), però non capisco perché è praticamente invisibile per la rete! Cioè questo blog qua, il Ghosty Blog per intenderci, va benone: compare spessissimo nelle ricerche web ed immagini di google eppure non ci perdo chissà quanto ad inserire i tag per indicizzarlo… mentre quell’altro poverino è nuovo e invisibile!

Visto che tra pochi giorni parto, e dopo essere tornata partirò di nuovo (ma questa è un’altra storia, che mi sta mandando dritta in una fabbrica di palloni), e che quindi non avrò molto tempo da dedicare alla mia nuova creatura, chiedo a tutte le anime pie che passano di qua di andare a vedere anche www.artevit.wordpress.com

Ve ne sarò riconoscente e potrei addirittura scattare qualche foto speciale durante il viaggio da condividere solo con voi 🙂

Il post nostalgico delle 03:18

In questi giorni sono nostalgica, un po’ più pensierosa e sulle mie del solito. Faccio un po’ fatica a sorridere, a divertirmi, a fare buonvisoacattivogioco, sono insomma in una fase poco allegra.

Quindi scusami blog se ti imbratto con questa tristezza, e scusatemi voi lettori per avervi propinato questa lagna depressiva, però io già dal titolo vi avevo avvisati.

Il fatto è che porcamiseria potrebbe essere tutto così semplice… la vita alla fine è semplice, basterebbe aprire la bocca e dire le cose, basterebbe essere sinceri sempre, non nascondere le cose creando sotterfugi e giochetti che poi una volta venuti a galla fanno solo del male a chi sta intorno creando scompiglio e sensi di colpa.

Ti piace la pesca che ti viene offerta? Ringrazia e mangiala. Non ti piace? Ringrazia ugualmente ma rifiuta. Certe cose o sono bianche o sono nere, il grigio lasciamolo a chi è capace di portarlo. Non è giusto né nei propri né negli altrui confronti portare perennemente una maschera, fingere le emozioni, autoconvincersi che così tutto sommato va bene, che questo diversivo nonservemainvecesì e quindi buttiamoci. Perché prima o poi, se accetti quella pesca controvoglia, la vomiti. E il rischio è di farlo davanti a chi te l’aveva offerta, che oltre a prenderti per cretino ci rimane pure male.

Potrebbe essere tutto così semplice… Alla fine, il tutto si riduce ad una mera ma efficace combinazione di parole.

Singolaria

“Non appena starete bene con voi stessi anche gli altri staranno bene con voi.”

Dopo tanti anni sto vivendo l’esperienza dell’essere single. E’ una condizione strana, a volta davvero disarmante. Sembra che tutte le mie certezze e sicurezze si siano frantumate in un crashdown di proporzioni bibliche, come un diluvio universale che ha invaso la mia sfera più profonda e dal quale nemmeno Noè può trarmi in salvo. Non è l’essere senza un compagno che mi scombussola, ma il non capire più qual è la mia direzione.

Il fatto è che da un po’ di tempo io non mi sento bene nei miei panni, a volte vorrei essere qualcun altro. Questo indubbiamente traspare, con conseguenze non sempre positive. Cerco di non piangermi addosso, di non diventare lagnosa o pesante, voglio superare questo momento lasciando dietro di me meno distruzione possibile, ma non sempre sorridere mi risulta facile e spontaneo.

Cammino tanto, mi faccio camminate chilometriche con la mia Frida (che non potrebbe essere più felice di tanto moto!) per sfogare le energie e per sgomberare la mente. Ci sono sere in cui uscire non mi tange, sto bene a casa o in solitaria a rilassarmi, altre in cu invece cerco disperatamente di evadere dalla gabbia in cui si trasforma la mia mente, mettendomi angoscia e tristezza. Ma non sempre il mio desiderio di fuga trova dei compagni d’avventura, degli amici disponibili.

Disse Diego Cugia, “La solitudine è uno spazio così vasto che, alle volte, si prova invidia per chi urta sempre contro i soliti, vecchi spigoli.”. Talvolta è così, mi domando se forse non sarebbe stato meglio evitare di prendere quella decisione difficile che ora mi ha portato qui: meglio certo, sbagliato ancor di più.

Ci sono passi che prima o poi dobbiamo compiere, cammini difficili che più si evitano più ardui risultano da intraprendere dopo tanto procrastinare. Ho deciso di vivere, di continuare da sola, di fare delle scelte egoistiche sperando che siano giuste.

E se così non fosse… si vedrà.

Il quartiere in cantiere

Abito nel quartiere che è classificato tra i migliori della mia città sia per popolazione/ceto sociale che per urbanistica. Ad di là della sua presunta o meno figaggine, personalmente sono affezionata a questo posto, un po’ perché ci sono cresciuta ed un po’ perché, effettivamente, è esteticamente molto ma molto gradevole.

Ora che finalmente si sta aprendo lo primavera – ora che l’ho detto scoppierà un diluvione memorabile, lo so – passeggio volentieri per il dedalo di viuzze alberate, un po’ guardando per terra (popolazione cool non significa educata) ed un po’ col naso all’insù, ad ammirare gli affreschi dei palazzi, le decorazioni art nouveau, le bifore e le trifore. Ma qualcosa quest’anno mina il senso estetico insito al quartiere: la miriade di cantieri sparsi un po’ dappertutto!!!

Ah, la primavera… stagione di rinascita, di rinnovamenti e cambiamenti. Così il mio animo opera in simbiosi con i lavoriincorso onnipresenti e rumorosi, per attuare quella trasformazione che per troppo tempo ho rimandato.

Si può cronometrare la felicità?

Oggi, dopo immense peripezie, che purtroppo non sno ancora finite perché ora mi ritrovo stalkerata dal ragazzo di cui avevo parlato qui, ho riavuto indietro il mio denaro!!! Erano le 18:38, e sulla mia postepay sono comparsi tutti i soldi che avevo “perduto” miseramente come già avevo spiegato.

Dicevo, erano le 18:38, e mentre osservavo l’estratto conto della carta, ho notato di avere un messaggio in arrivo su facebook. Ho cliccato sul pulsantino, e per un nanosecondo il mio cuore si è fermato.

Il messaggio era da parte di quello che un tempo era un mio carissimo amico. Poi, non so bene perché, ci siamo allontanati, fino a non parlarci più. In verità, in quest’ultimo anno e (quasi)mezzo, ho cercato più volte di mettermi in contatto con lui, ma invano. Da amicizie in comune ogni tanto avevo delle notizie, e ci stavo male nel vedere che si era mantenuto in contatto con molte persone ad eccezione di me.

Beh, naturalmente ognuno è libero di scegliere le persone con cui passare il proprio tempo, e a me sembrava di non rientrare tra queste per lui. Quindi, dopo più di un anno dal mio ultimo sms a vuoto e 7 mesi da quello inviatogli inutilmente su facebook, ho deciso di rimuoverlo dai contatti. “Se non vuole parlarmi, non ha senso tenere in piedi questa farsa”, mi sono detta.

E poi oggi, quel messaggio. Una manciata d’istanti di felicità, poi il dolore. Devo ammettere che mi ha fatto male. Perdere chi credevi di aver già perduto è come togliere due volte lo stesso dente.